Il Tirreno

Pontedera

In 300 a cavallo del mito a due ruote

di Andrea Lanini
In 300 a cavallo del mito a due ruote

Per la prima volta arriva al Museo Piaggio una tappa della “1000 Km Vespistica”. Appassionati anche dagli Usa

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PONTEDERA. Ha sessantadue anni ma non li dimostra.

Come il mito “Vespa”, che col passare del tempo non fa che migliorare la carburazione della propria scintillante epopea, anche lei è intramontabile.

Una gara, una rievocazione storica, una manifestazione turistica. Un po' di tutto questo, ma non solo. Alla miscela viene sapientemente aggiunta la passione di intere schiere di adepti che nello scooter Piaggio vedono la quintessenza del viaggio.

È la “1000 Km Vespistica”, avvincente raid nato nel 1951 e restituito agli originari fasti - nel 2011, dopo una lunga parentesi d'oblio, dal Vespa Club di Mantova.

Quattro tappe attraverso sei regioni italiane (Lombardia, Trentino, Veneto, Emilia, Toscana, Liguria), in 48 ore, dal 24 al 25 maggio. Per la prima volta, Pontedera fa parte del percorso.

Più di trecento vespisti, italiani e stranieri (dello squadrone fa parte anche una delegazione proveniente addirittura dagli Stati Uniti), arriveranno al Museo Piaggio domattina alle 9.

Da quel momento, il ronzio dei motori accenderà una festa che durerà, tra esibizioni, mostre statiche e prove speciali, fino alla sera.

Per il Comune di Pontedera, la Fondazione Piaggio e il Vespa Club Pontedera, fautori assieme al Vespa Club Italia e al Vespa World Club dell'approdo della “1000 Km” in Valdera, è un successo e una soddisfazione.

«Vogliamo che Pontedera e il Museo Piaggio, che rappresentano il “tempio” della Vespa, d'ora in avanti facciano costantemente parte del programma di questo importante evento. Che qui, ne siamo certi, grazie all'assistenza logistica offerta dai soci del Vespa Club Pontedera, si sentirà a casa», spiega l'assessore Matteo Franconi.

E Manrico Ferrucci, vicepresidente della Fondazione Piaggio, sottolinea il concetto: «“Pontedera città della Vespa” non deve essere solo uno slogan. Il nostro obiettivo è che, in futuro, la città diventi una costante per ogni manifestazione dedicata al fascino senza tempo dello scooter di D'Ascanio».

«Per lo svolgimento delle prove speciali, dovremo chiudere al traffico una parte del viale Piaggio, su cui i partecipanti sfideranno il cronometro della giuria. Ci scusiamo fin da ora per i piccoli disagi legati al traffico», aggiunge Franconi, «ma siamo sicuri che ne varrà la pena».

Giuseppe Stefanelli e Silvano Biondi, presidente e vicepresidente del Vespa Club Pontedera, spiegano i dettagli. Il club da giorni lavora alla messa a punto del complesso ingranaggio che regola l'accoglienza di concorrenti e mezzi (tra le loro fila, si annovera anche Marco Manzoli, segretario del Vespa World Club e vespista sfegatato, «che a questo progetto ha lavorato con entusiasmo degno di un pontederese!», dice Ferrucci).

«Il gruppo partirà da piazza Sordello, nel cuore di Mantova. Quattro tappe in tutto: Mantova-Treviso, Treviso-Ravenna, Ravenna-Pontedera, Pontedera-Ravenna. 1000 chilometri in tutto. In mezzo, 8 controlli orari, 2 controlli a timbro e 2 controlli a timbro orario. Ci saranno anche Vespe storiche, dalle ruote piccole (350/8), come si usavano una volta. Addirittura una “98”, della seconda metà degli anni Quaranta. E anche lei, assieme alle altre, si arrampicherà lungo le salite previste dal tracciato, tra cui quella che porta al passo Rolle, a quasi duemila metri.

Poi, dopo la sosta pontederese, via di nuovo verso il nord Italia, toccando Sarzana, scavallando il passo della Cisa e sfiorando Parma per poi riportare i concorrenti a Mantova».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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