Gioco
Attestati ai bimbi, festa a Santa Croce crocevia del mondo
Il presidente della Regione ha partecipato alla cerimonia in onore dei ragazzini nati e cresciuti nela zona del Cuoio da stranieri
SANTA CROCE SULL’ARNO. Santa Croce crocevia del mondo, in «un’Italia che è da sempre multiculturale, e che trova la ragione della sua bellezza proprio nell’insieme di popoli e culture che l’hanno abitata». A dirlo è il ministro dell’integrazione Celice Kyenge, che ieri ha inviato una lettera al sindaco Osvaldo Ciaponi per rendere omaggio alla “Primavera dei diritti”, l’iniziativa promossa dall’amministrazione sulla scorta della campagna “L’Italia sono anch’io”.
Quarantasette gli alunni della scuola media Banti riuniti ieri mattina, insieme ai compagni, al supercinema Lami, in rappresentanza degli oltre 620 ragazzi nati e cresciuti a Santa Croce da genitori di stranieri, e quindi esclusi per legge dalla cittadinanza italiana. A loro il sindaco Ciaponi ha consegnato un attestato simbolico di cittadinanza: «Io sono santacrocese, io sono italiano» recita il documento, che sarà poi consegnato a tutti gli altri ragazzi, di tutte le età, grazie alla collaborazione con le scuole.
Presente per l’occasione, a fianco del presidente della Provincia Andrea Pieroni, anche il governatore della Toscana Enrico Rossi: «Questi ragazzi sono oltre 60mila in tutta la Toscana – ha detto Rossi – non riconoscerli è come cancellare una città come Siena. Pian piano anche il Parlamento capirà che il mondo è cambiato. Sono certo che il riconoscimento della cittadinanza renderebbe il nostro paese più sicuro e più orgoglioso di sé».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
