Sicurezza
Amore criminale, parla ponsacchino la docu-fiction Rai
PONSACCO. La nuova puntata di “Amore Criminale” (tutti i venerdì in prima serata su RaiTre), la serie che affronta e ripercorre fatti di cronaca realmente accaduti, storie di coppie che dai...
PONSACCO. La nuova puntata di “Amore Criminale” (tutti i venerdì in prima serata su RaiTre), la serie che affronta e ripercorre fatti di cronaca realmente accaduti, storie di coppie che dai sentimenti, dalle promesse eterne, dai buoni propositi, sono sfociate nella violenza e nel sangue, nelle minacce e nelle percosse, spesso arrivando all'omicidio e quindi al carcere, racconta di Barbara Cuppini, trentaseienne carpigiana, dipendente come responsabile marketing della Ferrari, uccisa il 19 giugno 2011 dal fidanzato, Alessandro Persico, all'epoca 42enne, ingegnere, anche lui assunto a tempo indeterminato presso la celebre fabbrica di Maranello. Nel cast della docu-fiction che va in onda stasera è stata girata nei luoghi del Modenese che furono teatro della vicenda, anche un attore di Ponsacco, Mario Aringhieri, che di mestiere fa l'impiegato al Provveditorato agli Studi di Pisa ma da sempre ha la passione per la recitazione e il cinema.
«Ho debuttato anni fa, grazie a Paolo Benvenuti. Nel suo “Segreti di Stato” facevo la parte dell'avvocato. Da lì, diversi altri ruoli in pellicole italiane. Ruoli minori, per carità. Ma mi piace, mi diverto, imparo tante cose interessanti. L'ultimo ciak a cui ho partecipato era all'Elba, un po' di mesi fa, si girava la serie dei vecchietti del BarLume, dello scrittore pisano Marco Malvaldi. Tra i protagonisti c'era il grande Carlo Monni, che ci ha lasciato qualche giorno fa. Ancora non riesco a crederci». Le parti che Mario vede bene su di sé sono quelle che lui definisce «istituzionali». Ovvero «avvocati, questori, notai... spesso mi hanno offerto ruoli che avevano a che fare con la legge. Chissà, sarà per via di questa barba bianca», scherza. Per “Amore Criminale” invece ha interpretato la parte di un amico di Gianni, il padre della vittima. Una tragedia nella tragedia: Gianni Cuppini, colpito tempo fa da una grave malattia, per assistere ai funerali della figlia ha dovuto esser trasportato in chiesa dai volontari della Croce Rossa, su una sedia a rotelle. «Quando gli dissero quel che era successo a Barbara, il signor Cuppini era allettato. Al suo capezzale c'era un caro amico, il primo a cercare di dargli conforto. Ecco, io, nella riproposizione della scena fatta dalla regista della puntata, Matilde D'Errico, interpreto questo amico». Barbara e Alessandro, giovani, belli, realizzati professionalmente. Non è bastato. Il loro legame, che era iniziato da poco, è stato spezzato da Alessandro, all'epoca seguito da uno psichiatra, a colpi di coltello. Si costituì 24 ore dopo l'omicidio. È stato condannato a 12 anni più un periodo di cura.
Andrea Lanini
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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