Il Tirreno

Pontedera

«Nessuno ci ha dato informazioni giuste»

di Andreas Quirici
«Nessuno ci ha dato informazioni giuste»

Pontedera, alla stazione i crocieristi diretti a Firenze sono rimasti a piedi «Ci hanno fatto scendere ma non ci hanno avvertiti di proseguire col bus»

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PONTEDERA. «Che peccato. Sogno di visitare Firenze fin da quando ero bambina. E invece dovrò rinunciare».

Alicia è una ragazza spagnola di Madrid. E’ in viaggio di nozze con Fran, suo novello sposo, anche lui della capitale iberica. Sono insieme a una coppia di Leon, Mario ed Esther, anche loro spagnoli.

Ieri mattina sono attraccati al porto di Livorno su una nave da crociera proveniente da Barcellona, via Civitavecchia e ancor prima da Tunisi.

Domattina saranno a Genova, poi a Montecarlo e infine ritorno a Barcellona. L’idea era di fuggire a Firenze dopo l’arrivo nel porto labronico per una giornata immersi nell’arte e nel sole della Toscana.

Invece, sono incappati nella rottura dell’oleodotto a San Miniato e quel che è peggio nella scarsa organizzazione di Ferrovie dello Stato davanti a un’emergenza simile. Un guaio simile a moltissime altre persone che ieri si sono fermate, loro malgrado, a Pontedera.

«Siamo saliti a Livorno tutti contenti – riprende Alicia sul marciapiede della stazione di Pontedera – Abbiamo pagato 36 euro per l’andata e il ritorno e, appena partito il treno ci hanno informati che saremmo dovuti scendere a Pontedera e proseguire in autobus fino a Empoli, per poi proseguire il viaggio a Firenze. Il primo problema è stata la lingua. Meno male che con noi c’erano altri spagnoli che sono riusciti a capire. Poi, arrivati a Pontedera non sapevamo dove andare. Siamo usciti fuori e l’unico autobus presente era stato preso d’assalto da un centinaio di persone. A quel punto abbiamo provato a farci rimborsare il biglietto, ma nessuno alla biglietteria è riuscito ad aiutarci. E’ stato allucinante come non siamo riusciti a trovare un rimedio a tutto questo». Il gruppo è ripartito per Pisa alle 11,30, salendo su un treno pieno zeppo di gente, il cui arrivo è stato salutato con un applauso dagli spagnoli presenti sui binari che, alla fine l’hanno presa con filosofia. Chi era molto arrabbiato, invece, è Luigi Puccini, di Livorno, che voleva andare a Firenze per una passeggiata, approfittando della festa cittadina in onore di Santa Giulia. «Nessuno ci ha avvertiti a Livorno – spiega l’uomo – perché altrimenti non saremmo saliti sul treno per poi fermarci a Pontedera. Siamo stati abbandonati a noi stessi». Insieme alla coppia c’era Silvia Frassinetti che sarebbe dovuta andare col marito a Verona per una visita medica specialistica. «Arrivati a Pontedera nessuno sapeva dirci come organizzarci – sottolinea – Abbiamo pensato di uscire e provare a cercare l’autobus che era preso d’assalto e non siamo riusciti a salire. Siamo qui da due ore nella più totale incuranza del personale di Ferrovie dello Stato. Ci hanno rimborsato il biglietto del Frecciarossa, che abbiamo perso, ma ora il viaggio di ritorno a Livorno ce lo dobbiamo pagare». Poco più in là, altri livornesi: Elena Caturegli, studentessa, che era diretta all’Università a Firenze per seguire le lezioni, ma che ha perso l’intera giornata, Sergio Catarsi e Mara Colomba, coppia di anziani anche loro diretti a Firenze approfittando di Santa Giulia. «Volevamo andare al festival del gelato – dice il marito – e a mangiare un po’ di trippa da Nebbione. Ma ci siamo fermati qui senza che nessuno ci dicesse cosa fare. Avevamo programmato di rientrare col treno delle 16,30, così sarei stato davanti alla tv alle 18 per la partita del Livorno. Senza di me non cominciano nemmeno a giocare…».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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