Sicurezza
Uniti, come... moschettieri per aiutarsi l’un l’altro
A Selvatelle prende corpo un’associazione che pratica il mutuo soccorso «Pronti a trovare un lavoro o risolvere i problemi abitativi a chi è nei guai»
SELVATELLE. È salva la famiglia di Palaia, alla quale l’Istituto diocesano per il sostentamento del clero della Diocesi di San Miniato aveva intimato lo sfratto: da un lato lo stesso istituto ha ridotto da quattrocento euro a duecento - dimezzandolo, in pratica - l’affitto della casa nella quale abitava il nucleo familiare.
E cercherà di aiutare il capofamiglia per la ricerca di un lavoro.
Dall’altra, l’Associazione “Famiglie, tutti per uno” ha fatto da tramite con la Pubblica assistenza di Palaia che provvederà ad aiutare la coppia per il pagamento delle bollette, per il cibo e i vestiti.
È l’esempio più lampante di sostegno alle famiglie bisognose che la stessa associazione - con il motto preso a prestito dai Moschettieri di Dumas - si promette di mettere in pratica. A cominciare dalle prossime settimane.
«Cominceremo col presentarci alla Valdera con una serie di serate in luoghi pubblici – spiega il presidente Fulvio Vinci – perché vogliamo coinvolgere quante più persone possibile nel nostro progetto».
Una sorta di Società del mutuo soccorso, in cui la gente si stringe e si aiuta a vicenda. Una specie di società che si regge sui pilastri della solidarietà, dell’aiuto reciproco. Un pensiero che ha addirittura dell’arcaico.
«La nostra idea è davvero semplice – dice di nuovo Vinci – C’è una persona che ha bisogno di un lavoro? Tra i membri dell’associazione e tra i loro amici spargiamo la voce per la ricerca di un impiego che serve a risollevare le sorti di ua famiglia bisognosa. Oppure, c’è una mamma che ha bisogno di un passeggino e non ha i soldi per comprarlo? Cerchiamo qualcuno disposto a cederglielo. A dargli quello utilizzato e poi messo da parte perché non serve più. E poi, pensiamo di poter distribuire buoni acquisto per la spesa, oppure farci dare terreni abbandonati, come farà la Misericordia di Terricciola con un campo di sua proprietà, per cederli a persone che si trovano senza lavoro e farglieli coltivarli per poi rivendere i prodotti».
Il progetto per adesso coinvolge circa quindici persone, ma sta letteralmente nascendo in Valdera.
Vinci è un ex commerciante di mercatini che abitava nella provincia di Cuneo e dove aveva messo in piedi un’associazione simile.
Da un anno si è trasferito a Selvatelle, fa il volontari alla locale Misericordia e vende mobili via internet. La sua idea è quella di creare un gruppo ampio, provando anche a coinvolgere le aziende del territorio che possano contribuire anche con poco al sostegno delle famiglie bisognose.
«Più siamo e più possiamo aiutare chi sta male – aggiunge – Potremmo anche creare una sorta di magazzino dove sistemare cibo donato dagli appartenenti all’associazione e girarlo a chi ha bisogno, senza ricorrere alle istituzioni. Ma attenzione, non vogliamo escludere Comuni ed enti come la Caritas che fanno già un lavoro splendido. Il problema è che non riescono ad accontentare tutti con i problemi che crescono ogni giorno di più. Tra l’altro, molte persone non si rivolgono agli enti perché si vergognano e finiscono per mangiare una volta al giorno. Noi vogliamo dare una mano in maniera concreta e specifica, sperando di poter contare anche sull’appoggio delle istituzioni. C’è bisogno dell’aiuto di tutti e insieme credo che riusciremo a fare qualcosa di bello».
©RIPRODUZIONE RISERVATA*
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
