Il Tirreno

Pontedera

Boggia e gli specchietti per le allodole

La leader della lista civica se la prende con la raffica d’inaugurazioni del primo cittadino uscente

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SANTA MARIA A MONTE. Tanti specchietti per le allodole spuntano in questi giorni nel territorio comunale di Santa Maria a Monte, a pochi giorni dall’apertura dei seggi per il rinnovo del sindaco e del consiglio comunale. Lo sostiene la candidata a sindaco della lista “Impegno civico per Santa Maria a Monte”, la quale parla addirittura di uno «spettacolo sconcertante e umiliante».

«Si va – afferma Cinzia Boggia – da una segnaletica orizzontale che viene ridisegnata “a macchia di leopardo”, probabilmente nelle zone che si ritiene siano più visibili per gli elettori, ai cigli stradali improvvisamente riportati alla luce a seguito del taglio dell’erba che ormai invadeva anche la carreggiata di guida, a parchi-giochi che da anni languono in attesa di un mini-scivolo ma che vengono improvvisamente sistemati, anche se utilizzando attrezzature usate probabilmente dimesse da Comuni più attenti al benessere e alla sicurezza dei propri bambini».

Secondo la leader della lista civica, nemmeno negli anni più bui della democrazia italiana i partiti della Prima Repubblica avevano il coraggio di fare così tante cose poco utili e smaccatamente finalizzate a rubare un voto qui e un voto là alla vigilia di una tornata elettorale.

«Soprattutto – rincara la dose Cinzia Boggia – vista l’inattività e l’inutilità degli ultimi dieci anni di governo al Comune di Santa Maria a Monte, durante i quali il territorio è stato abbandonato a se stesso, regredendo nella classifica della qualità della vita agli ultimi posti della provincia».

Boggia, inoltre, si sofferma sull’inaugurazione della Rocca, che lei definisce un “miracolo”. «I lavori non sono finiti – dice –, i costi per Santa Maria a Monte sono stati esorbitanti, le scelte architettoniche per la copertura degli scavi più che discutibili (da molti è ritenuta orribile) e soprattutto l’auspicato richiamo di turisti e di studiosi da parte della Rocca, se davvero si dovesse concretizzare, costringerebbe un sacco di persone a fare i conti con un territorio privo di qualsiasi infrastruttura ricettiva, con un centro storico morto, con difficoltà per mangiare un gelato e per fare un po’ di spesa. Un sindaco non deve essere né uno storico né un archeologo, non dico che non si debba occupare di cultura, ma prima di tutto il sindaco deve essere colui che amministra oculatamente le risorse della comunità per risolvere i problemi concreti dei suoi concittadini». ©RIPRODUZIONE RISERVATA

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