Gioco
Belvedere firma i tetti fotovoltaici “chiavi in mano”
Macelloni: «Un doppio investimento, a misura di famiglia e per dare un’iniezione di fiducia all’economia locale»
PECCIOLI. L’ettaro di cielo si è ristretto. Un cambio di taglia radicale, per trasferire sui tetti di Peccioli l’opportunità di sfruttare l’energia del sole. Impianti fotovoltaici “chiavi in mano”, pensati per il fabbisogno energetico di una famiglia che la società Belvedere propone in veste di general contractor, una sorta di interlocutore unico ed esperto a cui rapportarsi per tutto, dalla messa a punto del progetto alla gestione in fase di esercizio.
S’intitola “Il tuo pezzo di cielo” ed è la proposta lanciata dal presidente della società che gestisce la discarica di Legoli Renzo Macelloni ai pecciolesi in una partecipata assemblea pubblica, lunedì sera presso il Centro polivalente. «L’idea è di mettere al servizio dei cittadini l’esperienza della nostra azienda – afferma Macelloni –. Non si tratta di lanciare la società di un altro settore di attività, ma di farci garanti e promotori di una forma di investimento alla portata di molte famiglie. Un modo per fare dal basso qualcosa che possa stimolare l’economia del territorio». Che aggiunge: «Il meccanismo è semplice. Offriamo supporto tecnico alle famiglie che vogliono fare un doppio investimento per sé e per smuovere un po’ di lavoro sul territorio. Un’opportunità, insomma, per introdurre un elemento di fiducia e sviluppare un’iniziativa in linea con la situazione economica».
La Belvedere dalla sua ha l’esperienza consolidata nel 2008 con la realizzazione del campo fotovoltaico “Un ettaro di cielo”: 992 chilovattora di potenza installata che producono 1,3 milioni di chilovattora all’anno, a fronte di un investimento di 5 milioni di euro in parte sostenuto da 350 piccoli obbligazionisti. C’è poi l’impianto “Progetto solare”, realizzato a Terricciola a fine 2010 e che lo scorso anno ha prodotto 430mila chilovattora di energia elettrica.
«Proponiamo interventi che per una famiglia sono per impianti da 2 a 3 chilovattora di potenza installata, è questa la taglia adatta. Il progetto deve essere tarato sullo specifico dei consumi energetici del nucleo familiare. E l’investimento può oscillare dai 5mila agli 8mila euro. Nell’arco di sei anni si recupera l’importo e per i restanti venti il fabbisogno energetico è assicurato a costo zero».
Il meccanismo per contabilizzare l’energia elettrica prodotta e quella consumata si basa su un doppio contatore con la formula dello scambio sul posto con il Gestore dei Servizi Energetici (Gse).
Qual è il ruolo di Belvedere? «L’investimento lo fa il cittadino – precisa il presidente Macelloni –. La società fornisce le informazioni e la consulenza per il progetto, oltre ai contatti con gli installatori dell’impianto. Ci facciamo carico di tutto l’iter, della manutenzione e dei controlli sul funzionamento dell’impianto per tutto l’arco di vita. E il tutto è contabilizzato nell’investimento iniziale». Che conclude: «Ci mettiamo al servizio del territorio. Non vogliamo farne un business ma proporci come facilitatori».
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