Il Tirreno

Pontedera

Il Tar cancella 18 nuove case popolari

di Giacomo Pelfer
Il Tar cancella 18 nuove case popolari

San Miniato: i giudici accolgono il ricorso dell’azienda agricola di Corazzano a cui erano stati espropriati i terreni

2 MINUTI DI LETTURA





SAN MINIATO. Il Tar della Toscana cancella l’area Peep di Corazzano per “violazione delle garanzie partecipative”. Con questa motivazione, pochi giorni fa, il Tribunale amministrativo ha accolto il ricorso presentato nel 2007 dall’azienda agricola Barbialla Srl, che aveva impugnato le deliberazioni del 2001 per l’adozione e l’approvazione del piano di edilizia economica e popolare nella frazione sanminiatese. Un piano già previsto nel 1997 con la localizzazione delle nuove aree Peep, che prevedeva l’esproprio di terreni a prezzo agricolo per la costruzione di 18 alloggi popolari in via Zara. Un’operazione inserita nel 2005 nel project financing con la San Miniato Gestioni Srl (guidata dal Consorzio Etruria), e rimasta una delle grandi opere mai realizzate, in virtù di un contesto economico che ha reso sempre meno conveniente l’investimento nel campo dell’edilizia popolare, ma anche del contenzioso nato con l’azienda agricola Barbialla, proprietaria dei terreni che il Comune avrebbe espropriato.

La sentenza del Tar, pur respingendo l’impugnazione della dichiarazione di pubblica utilità, ha accolto il ricorso dell’azienda nella parte che riguarda le deliberazioni consiliari del 1997 e 2001, per “violazione – si legge – delle garanzie partecipative”. Il Comune, in pratica, sarebbe venuto meno “all'obbligo della comunicazione di avvio del procedimento nei confronti dei proprietari interessati”. Il tribunale ha quindi annullato le delibere consiliari, cancellando i 18 alloggi Peep di Corazzano dalle previsioni urbanistiche del Comune, condannato, tra l’altro, al pagamento delle spese di giudizio in favore del ricorrente.

Un’opera che scompare dai piani dell’amministrazione, superata dagli eventi ma soprattutto da «un contesto – sottolinea l’assessore Mariateresa Piampiani – che ad oggi risulta più favorevole al privato che non al pubblico». E questo lascia molti dubbi sull’opportunità, per il Comune, di un eventuale appello al Consiglio di Stato. «Vedremo – dice l’assessore – ma le condizioni sono certamente cambiate. I piani di edilizia economica e popolare, istituiti nel ’62, erano pensati per immettere sul mercato alloggi a prezzi inferiori. E questo era possibile attraverso l’esproprio del terreno a valore agricolo e l’assenza del costo di costruzione per il ritiro del titolo abilitativo. Le modifiche negli anni per le indennità di esproprio hanno portato il costo del terreno a coincidere con il suo valore di mercato».

Il ricorso, ha quindi cancellato la possibilità dell’esproprio a prezzo agricolo. «Di fatto – riprende Piampiani – il ricorso ha definitivamente tolto l’interesse nei confronti di questo piano, in particolare perché ne ha allungato i tempi». Il Peep, quindi, difficilmente sarà reinserito nel prossimo regolamento urbanistico. «Dobbiamo decidere cosa fare – conclude Piampiani – anche se l’indirizzo del regolamento, al momento, è più orientato al reperimento di quote di housing sociale, cioè di alloggi da assegnare a canoni più bassi di quelli di mercato».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Il dolore

San Giuliano Terme, è morto Tiziano Taccola: storico dirigente socialista

di Redazione Pisa