La manifestazione
Concia e calzature spingono l’export
Nelle analisi della Camera di commercio i due settori confermano anche nel 2012 un trend di crescita
SANTA CROCE SULL’ARNO. Una spinta all’economia della provincia. A darla sono i settori conciario e calzaturiero. L'intensità è nei numeri rilevati dall’Istat ed elaborati dall'ufficio Studi e statistica della Camera di commercio di Pisa. In termini di controvalore esportato lo scorso anno il sistema Moda rispetto al 2011 chiude in attivo: +0,7% il cuoio (+0,17 punti percentuali il contributo alla crescita dell’export provinciale), +12,3% la carne lavorata, al cui interno sono prevalenti le pelli grezze, (+0,18 il contributo alla crescita) e soprattutto, con un +10,9% le calzature (contributo alla crescita di 1,12 punti).
Dati in crescita per il sistema Moda a fronte di un risultato complessivo delle esportazioni provinciali che chiude a -4,6%, ma con un grado di diffusione della crisi all’interno dei settori non troppo spinto. A segnare in rosso il consuntivo dell'export sono infatti soprattutto gli andamenti della meccanica e dei cicli e motocicli. La contrazione dell’export pisano deriva soprattutto della crisi del mercato europeo: sono infatti le esportazioni dirette nel Vecchio continente (-9,3%) a incidere sul dato complessivo mentre Asia (+0,5%), America (+22,2%) e l’Africa (+15,4%) forniscono un contributo positivo, ancorché limitato, allo sviluppo dell’export pisano.
In cifre, il distretto lo scorso anno ha esportato cuoio conciato e lavorato per 678 milioni di euro, carne lavorata, ovvero cuoio e pelli greggie, per un totale di 45 milioni e calzature per un controvalore di 314 milioni di euro.
A livello di importazioni arretrano gli acquisti di tutti i comparti di “peso”: le pelli grezze (-0,2%) e quelle conciate (-0,1%) sono in lieve flessione rispetto al dato del 2011. In cifre sono state importate pelli grezze per 366 milioni di euro, cuoio conciato e lavorato per 296 milioni e calzature per 86 milioni di euro.
«Il calo delle esportazioni pisane registrato nel corso del 2012 – afferma il presidente della Camera di commercio di Pisa, Pierfrancesco Pacini – non può che destare forti preoccupazioni nella misura in cui, fino a poco tempo fa, era proprio dall’estero che veniva l’unico vero sostegno alla nostra economia». Che conclude: «Ciononostante, una analisi più approfondita dei dati ci fa comprendere come a soffrire siano soprattutto i mercati europei, in primis quello tedesco, mentre altri, come gli Stati Uniti e la Russia, fanno segnare una crescita».
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