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Pontedera

Rocca di S. Maria a Monte il sito apre al pubblico

di Nilo Di Modica
Rocca di S. Maria a Monte il sito apre al pubblico

Nell’area archeologica i primi scavi risalgono al 1985, investiti 1,7 milioni di euro Turini: «Rendiamo fruibile un luogo che è un simbolo del nostro territorio»

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SANTA MARIA A MONTE. «Si chiude una storia durata quasi trent’anni, dal 1985 quando iniziarono gli scavi». Così il il sindaco David Turini riassume il senso che l’inaugurazione della Rocca di Santa Maria a Monte, prevista per sabato prossimo, ha per l’amministrazione comunale, a pochi giorni dalla fine della legislatura. Anni in cui la maestosa struttura in legno e acciaio è venuta alla luce anche grazie agli stanziamenti regionali, che insieme a quelli comunali e le donazioni ammontano a 1,7 milioni di euro.

La struttura, che si sviluppa in modo articolato fra i resti dell'antico sito in cui s’integrano resti di epoca etrusca, longobarda fino ai tracciati più recenti relativi alla pieve, consta di varie tettoie sopra l’area archeologica e di un belvedere da cui si gode il panorama del comprensorio. Tutte cose che da sabato saranno di libero accesso alla popolazione, mentre il secondo lotto, dove dovranno sorgere l’ingresso al parco, i servizi e il museo con i reperti ritrovati durante gli scavi, sarà ultimato entro l’anno, forse già entro l’estate.

«È questo il vero evento da festeggiare – sottolinea Turini –. Rendiamo fruibile un luogo che non è solo di tutti i cittadini del nostro comune, ma che dovrà rappresentare un segno distintivo della comunità, molto più di adesso. Un sito che peraltro ancora non ha finito di sorprenderci e che rivela nuovi tesori mano a mano che proseguono gli studi».

Un’identità su cui il sindaco si gioca anche la risposta alle tante polemiche scatenate dalle strutture, specie dalle due tettoie più alte. «Ci hanno detto che stavamo buttando via i soldi, che stavamo realizzando un pugno in un occhio. Credo invece che i cittadini, come gli studiosi e la Soprintendenza, sapranno apprezzare quella che è una voluta rottura con lo stile della chiocciola antica. Un’incongruenza per rendere riconoscibile l’area ai visitatori, contribuendo al tempo stesso a consolidarne l’identità attraverso quello che, crediamo, potrà diventare un simbolo del nostro territorio. Un punto di riferimento da inserire nei percorsi artistici e storici di Valdera e Valdarno».

Sito che, come sottolinea il saggista Luca Nannipieri, direttore del Centro studi umanistici dell’abbazia di San Savino e che sarà tra i protagonisti della giornata di sabato, dovrà rappresentare un impegno anche in futuro: «la desertificazione e lo spopolamento dei centri storici sono un fenomeno che travolgerà anche Santa Maria a Monte se il prossimo sindaco non perseguirà un forte investimento sul Parco archeologico».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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