Il Tirreno

Pontedera

Sul 118 nodo sciolto in un mese

di Andreas Quirici

L’assessore regionale Marroni: «Non disperderemo le esperienze fatte dalla Società della salute»

3 MINUTI DI LETTURA





PONTEDERA. «Non vogliamo disperdere le esperienze positive come quelle maturate in Valdera, ma la Società della salute così com’è andrà sicuramente rivista». Luigi Marroni, assessore regionale al diritto alla salute lascia qualche spiraglio sull’organizzazione socio-sanitaria dell’Asl condivisa con il territorio (enti, associazioni e operatori), ma è abbastanza chiaro nel sentenziare la fine della stessa Società della salute.

Lo è anche sullo spostamento della centrale del 118 dall’area pisana. «Abbiamo molte proposte e su questo ambito ci sono numerose tensioni e pressioni». Poi aggiunge: «La soluzione ci sarà nel giro di un mese».

Non si può parlare di sconfitta, ma qualcosa cambierà. E venerdì ci sarà l’incontro, forse decisivo, con i sindaci dell’area vasta Nord-Ovest, nella quale «si tireranno le somme». Una nuova strada bisognerà prenderla. Anche perché, «il consorzio, che era stato scelto come forma giuridica per far nascere le Società della salute è stato dichiarato non più valido dalla normativa». E anche perché «in alcuni territori della Toscana ha funzionato, come qui a Pontedera e dintorni, ma in molti altri non ha dato i frutti sperati». Meglio cambiare, quindi, anche se ci sarà da capire che fine faranno i dipendenti della Sds della Valdera, come ricollocati.

Cambiamento è il termine che Marroni usa meno, sostituendolo con «riforma» e «riorganizzazione». Partendo da un punto certo: «il 10% in meno di risorse a nostra disposizione da parte dello Stato». Quella cominciata nove mesi fa, per esempio, «è una riorganizzazione che riguarda più l’interno della sanità toscana che il cittadino al quale dobbiamo erogare servizi». Oppure: «La riforma, sulla quale abbiamo cominciato a lavorare nove mesi fa, comprende investimenti sull’assistenza territoriale, con la creazione di 120 case della salute, 500 posti letto di cure intermedie, un +10% di cure domiciliari con il raccordo dei medici di base e l’utilizzo delle guardie mediche per l’assistenza a malati cronici, gravi o anziani». Marroni parla di «snellimento di posti letto, ma non a Pontedera, dove le cose funzionano». Ma in generale lancia un monito che sa tanto di spartiacque tra una riorganizzazione «anche dolorosa, ma necessaria» o il rischio di default, «con la spiacevole situazione di non riuscire a gestire la sanità toscana con i soldi che arrivano da Roma». E allora sì che a quel punto si dovranno fare tagli drastici. L’esempio di questo bisogno di cambiare, anzi, di riorganizzare è la stessa Società della salute della Valdera, dalla quale Marroni si tiene il buono della coesione sociale del territorio data dal lavoro dell’Asl 5 di Pisa, degli enti locali, delle associazioni e degli operatori. Ma fa capire che servirà altro per rientrare nei piani del futuro. «Sicuramente qualcosa di omogeneo a livello toscano, con la necessità di salvaguardare le buone esperienze maturate in territori come la Valdera». Del resto, l’assessore regionale spiega a chiare lettere che «la sanità è materia della Regione, che se ne accolla gli onori, ma soprattutto gli oneri. E se da un lato la collaborazione dei sindaci è fondamentale, dall’altra occorre riformare questo ambito, perché sennò, si chiude».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa