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Pontedera

LA LISTA CIVICA

«Pressione fiscale alta, non votiamo questo bilancio»

«Pressione fiscale alta, non votiamo questo bilancio»

BUTI. «Un rendiconto ben congeniato sul piano tecnico, ma che non può essere accettato». È la posizione della lista civica “Spigai per cambiare”, che ha espresso voto contrario all’approvazione del...

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BUTI. «Un rendiconto ben congeniato sul piano tecnico, ma che non può essere accettato». È la posizione della lista civica “Spigai per cambiare”, che ha espresso voto contrario all’approvazione del rendiconto di bilancio 2012 del Comune di Buti. Il gruppo di opposizione non condivide le parole del sindaco Alessio Lari, che aveva espresso soddisfazione per il sostegno bipartisan sui temi di bilancio. La critica riguarda passato e presente della gestione del Comune. «In primo luogo contestiamo l’eccessiva imposizione fiscale – spiega la lista civica in un comunicato - letteralmente schizzata a livelli insopportabili nello scorso anno. L’Imu allo 0.47 + 1.01, l’addizionale comunale Irpef aumentata del 62%, i servizi a domanda (già tra i più costosi della provincia), anch’essi aumentati, la Tares che risulta ancora un’incognita, ma che promette di diventare un’altra stangata». Parole dure anche verso «la totale assenza di investimenti, resi impossibili grazie agli orrori del passato che, lo ricordiamo, sarebbero sfociati nella costruzione della centrale a biomasse se la popolazione non fosse insorta». Ma nel mirino finisce anche la gestione dei rifiuti. «L’avanzo di risultato positivo è dovuto alla dismissione dell’isola ecologica a favore di Geofor, da noicontestata. Per l’ovvia conseguenza in termini di perdita di un altro pezzo di autonomia in un settore fondamentale». L’apprezzamento invece va alla posizione della giunta «che ha mosso una prima critica a decenni di amministrazione discutibile». La soluzione della lista “Spigai per cambiare” è quella di «far fruttare al massimo le risorse a disposizione, magari creando allo stesso tempo un gruppo che coinvolga le associazioni di volontariato, le parrocchie e le Caritas».

Lorenzo Lazzerini

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