Il Tirreno

Pontedera

IL PRESIDENTE CARISMI BANDINI

«La cultura deve avviare il rilancio del Paese»

SAN MINIATO. «Il mio vuole essere solo un incoraggiamento. Ad andare avanti, perché il Dramma è cosa viva, è continuità, anche ora che c’è un nuovo direttore artistico».Così il vescovo di San Miniato,...

3 MINUTI DI LETTURA





SAN MINIATO. «Il mio vuole essere solo un incoraggiamento. Ad andare avanti, perché il Dramma è cosa viva, è continuità, anche ora che c’è un nuovo direttore artistico».Così il vescovo di San Miniato, S.E. Fausto Tardelli, porta il saluto alla presentazione del Dramma Popolare che - per questa edizione - ha lasciato le vecchie abitudini (veniva presentato a Firenze, nella sede della Carismi fiorentina), per essere ospitato a PalazzoGrifoni, sede della Fondazione Carismi («la sua casa naturale», sottolinea nel suo intervento il presidente della Fondazione Antonio Guicciardini Salini).

«Il Dramma non ha bisogno di rilancio – ha proseguito il vescovo di San Miniato – Ma dobbiamo cogliere l’occasione per far venire quanta più gente possibile. Questa iniziativa culturale non è d’elite, né per addetti ai lavori. È teatro popolare, quindi è per il popolo».

«Ed è – ha ripreso Guicciardini Salini – il fiore all’occhiello dell’operato della Fondazione che come sapete si occupa della cultura sul territorio».

A sottolineare il rapporto che c’è tra il festival del teatro del Dramma Popolare e la banca, è anche il presidente della Carismi. «È una tradizione consolidata – dice Alessandro Bandini – Sono 183 anni che esiste la banca, 67 di vita quelli dell’Istituto del Dramma. Ci unisce un grande interesse spirituale, morale ed etico».

Bandini affronta la questione anche dal punto di vista economico.

«Sono contrario ai tagli all’arte e alla cultura. Credo che debbano essere i settori sui quali puntare per il rilancio del nostro paese».

Sullo spessore del cartellone preparato dal direttore artistico don Piero Ciardella e dal Comitato artistico, costituito da Luca Macchi e don Francesco Ricciarelli, si è soffermato il presidente dell’Istituto del Dramma Marzio Gabbanini. «Siamo soddisfatti del lavoro svolto – dice – è il frutto di una scelta attenta e ben meditata del testo dell’evento centrale. Sono orgoglioso anche dei risultati che abbiamo conseguito in un tempo relativamente breve, sia in termini di partecipazione di pubblico alle nostre iniziative che del sostegno concorde da parte delle istituzioni locali, della Fondazione Carismi, della Diocesi e del Comune, tutti importanti sostenitori delle nostre proposte e del prestigio del Dramma Popolari in tutte le sedi».

Risultati che hanno convinto i vertici del Dramma Popolare a produrre interamente lo spettacolo centrale. «Questo non impedisce comunque la ricerca di significative collaborazioni che possono inserire il Dramma – ha concluso Gabbanini – nel circuito di diffusione a livello nazionale, ma anche entro contesti culturali e spirituali di elevato spessore in totale sintonia con l’immagine di un teatro moderno e popolare, di ispirazione cristiana, come lo proposero e lo vollero i suoi fondatori. Idea che noi condividiamo totalmente e alla quale vogliamo restare fedeli».

A fare gli onori di casa, anche il sindaco di San Miniato, Vittorio Gabbanini. «Sono soddifatto – ha detto – perché nella nuova gestione vedo aria di rinnovamento. Questo evento di grande spessore culturale e spirituale è un appuntamento che fa di San Miniato un punto di riferimento nel panorama teatrale nazionale, del quale come amministratore vado fiero».(e.ch.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Prato, il questore chiude una discoteca per 30 giorni dopo una lite (con ferito)

di Redazione Prato