Sicurezza
La Casa della salute per ridurre il ricorso all’ospedale
Il progetto già collaudato a La Rosa di Terricciola Due le possibili sedi: in via Fantozzi o accanto alla Comunale
PONTEDERA. Sarà un cambiamento totale. Una rivoluzione della nostra mentalità da paziente. Ma la sanità che cambia - e che in questo momento sta mettendo sù mattone su mattone in Regione - non fa solo arrabbiare (così come sta avvenendo per le Società della Salute).
Tutt’altro. Dall’esperienza che è già consolidata a La Rosa di Terricciola, anche Pontedera avrà a breve la “Casa della salute”. Ci sono già un paio di idee sul luogo che la ospiterà. O il Distretto sanitario di via Fantozzi, nella zona dell’ospedale Lotti oppure nei locali adiacenti alla farmacia Comunale. La scelta sarà dettata da questioni di spazi, disponibili e necessari.
Ma di che si tratta? «Un luogo – spiega l’assessore con delega al sociale Matteo Franconi – dove i medici di famiglia, le guardie mediche e alcuni specialisti, avranno un punto di contatto, dove garantiranno la loro presenza giornaliera e dove potranno interagire con gli altri medici».
Vale l’esempio pratico, per capire meglio. Ogni medico di famiglia, gestirà, con modalità proprie e consolidate, il suo ambulatorio. Ma, quando questo non sarà aperto, fuori dagli orari canonici prescelti dai singoli medici, il paziente che ne ha necessità, può rivolgersi alla Casa della salute. Dove potrà trovare i l suo medico (se è presente). O qualsiasi altro che presta servizio in quel momento. E che ha accesso alla sua cartella clinica, in modo che con un colpo di mouse, dal computer, può capire la storia clinica della persona che gli si trova davanti.
Una situazione che è già avviata e ben gestita nella frazione di Terricciola che ha sperimentato da alcuni anni questo sistema che adesso, la sanità regionale, vuole allargare a tutta la Toscana. «E i risultati che sono stati ottenuti dall’attività svolta a LA Rosa – sottolinea ancora l’assessore pontederese Matteo Franconi – ci dicono che questo sistema ha, intanto, il merito di ridurre l’affluenza al pronto soccorso dell’ospedale».
Sono soprattutto i codici bianchi, quelli che calano, al cospetto di questo tipo di organizzazione. Perché il paziente riesce ad avere risposte alle sue esigenze da un ambulatorio medico, senza dover andare al pronto soccorso ospedaliero.
Anche di questo si parlerà oggi pomeriggio, nel consiglio comunale aperto, che si terrà alla Sala Carpi di via Valtrani a partire dalle 16. Anche se l’attenzione è tutta puntata sulla vicenda del superamento delle Società della Salute. Nei giorni scorsi il presidente della Sds Valdera, Simone Millozzi, sindaco di Pontedera ha lanciato un appello, in modo che i risultati ottenuti nella nostra zona non fossero gettati al vento. L’assessore regionale al diritto alla Salute Luigi Marroni (che questo pomeriggio sarà al consiglio comunale aperto) ha immediatamente risposto che le modifiche riguardano l’istituto giuridico, non certo i suoi obiettivi.
Ma la preoccupazione c’è. Le bozze che sono state presentate nelle passate settimane, non sempre hanno convinto gli addetti ai lavori. «Ad esempio – dice Patrizia Salvadori, direttore della Sds Valdera – il consorzio, come struttura per gestire certi servizi sanitari, non può funzionare».
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