Il Tirreno

Pontedera

Intossicati durante il pellegrinaggio

di Sabrina Chiellini
Intossicati durante il pellegrinaggio

In 23 sono finiti all’ospedale, in 35 partecipanti hanno avuto problemi dopo il pranzo a pochi chilometri da Mauthausen

3 MINUTI DI LETTURA





CASCINA. Il gruppo di Cascina era quello più numeroso tra gli ottanta partecipanti - organizzati con due bus - al pellegrinaggio dell’Anpi a Mauthausen, il campo di sterminio nazista in Alta Austria, a circa 20 chilometri ad est di Linz. Un viaggio organizzato chissà quante altre volte per gli studenti delle scuole medie con tappe e programma collaudati e soste in locali già provati e considerati affidabili. Ma questa volta il pranzo in un ristorante in una località a circa 12 chilometri dal campo di sterminio si è rivelato un incubo per molti dei partecipanti al viaggio educativo organizzato dall’Anpi (associazione nazionale partigiani) di Cascina di cui è presidente Claudio Betti. Degli ottanta partecipanti circa 35 hanno avuto a che fare con i classici sintomi di un’intossicazione alimentare. Di questi in 23 sono stati costretti a interrompere i viaggio e sono stati ricoverati per essere tenuti sotto controllo all’ospedale di Udine e di un’altra cittadina del Friuli. Di questi, come hanno confermato gli organizzatori, 13 sono bambini. In maggior parte dell’istituto comprensivo Borsellino di Navacchio (7), tre sono dell’istituto De André di San Frediano a Settimo e altri tre dell’istituto Carducci di Massa. Per loro il rientro a casa è stato rimandato di un giorno. Hanno dovuto trascorrere la notte al pronto soccorso dopo avere avuto febbre e i classici sintomi gastrointestinali di una sospetta intossicazione alimentare. Insieme agli studenti che sono rientrati un giorno dopo a casa ci sono anche due insegnanti Patrizia Colombini e Alessandra Ricci, quest’ultima ha avuto tutta la famiglia intossicata. Con lei infatti hanno viaggiato anche il marito e la figlia, costretti anche loro a rivolgersi alle cure dei medici.

Il pellegrinaggio di tre giorni era infatti quasi arrivato alla fine quando la comitiva si è fermata nel ristorante. Dopo la sosta e altre due ore di viaggio sono iniziate le prime richieste di aiuto o, come racconta uno dei partecipanti “scampato” all’intossicazione, è stato un dramma. «Abbiamo cercato di capire la causa – dice il professor Claudio Betti – il ristorante scelto era ben pulito, il cibo sembrava di ottima qualità». Invece... Qualche alimento non doveva essere stato bene conservato, forse le uova usate per cucinare la cotoletta alla milanese.Nell’arco di un paio d’ore la situazione si è manifestata in tutta la sua gravità in particolare tra gli occupanti di uno dei due bus. Ecco che si è reso necessario cercare un ospedale. Tra i ragazzi c’era chi aveva la febbre. Tra gli iscritti al pellegrinaggio c’erano studenti di Montecatini Terme, Firenze, Prato, Massa e dei tre istituti comprensivi del comune di Cascina.

Un bus ieri mattina è partito di nuovo da Cascina per raggiungere Udine e andare a prendere ragazzi e insegnanti ricoverati all’ospedale.

Nella tarda serata di ieri la comitiva è rientrata a Cascina. Un lungo viaggio e probabilmente per alcuni non è finita visto che ancora non si sono ristabiliti.

Sull’intossicazione, per stabilire cause e responsabilità, partiranno tutte le verifiche necessarie dopo le segnalazioni dei medici di Udine.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Attenzione

Ritiro urgente nei supermercati Conad di albume d’uovo per rischio salmonella

di Redazione web