Il Dramma popolare vuole battersi contro i femminicidi
Una parte del festival avrà come tema il ruolo della donna Don Ciardella: «Sulla parità c’è da fare ancora tanta strada»
SAN MINIATO. È un’edizione del Dramma, quella che si terrà a luglio, che ha un occhio di riguardo per l’attualità. Due i temi che racchiudono il cartellone teatrale di quest’anno: il ruolo culturale e religioso della donna e il significato della fede nell’epoca che viviamo. «L’epoca del disincanto – dice il direttore artistico del Dramma popolare, don Piero Ciardella, alla sua prima esperienza – ma anche delle troppe storie, negative, che vedono le donne vittime della violenza».
Sono quattro gli spettacoli che hanno, come protagonista, una figura femminile. «Quattro figure diverse – prosegue il direttore artistico del Dramma – reali o mitiche, che con le loro esperienze esistenziali trascendono e diventano modelli di riferimento. Modelli validi, oggi come esempio per la società civile. Oggi le donne sono vittime della violenza; attingono a una cultura che molto deve crescere, ancora, sulla strada della parità. Una società che deve superare la concezione della donna come oggetto. Ci siamo immaginati u n teatro che possa formare questa cultura».
L’opera principale del Dramma Popolare di quest’anno è Antigone, la figura femminile del dramma di Sofocle, ma «non nella versione classica – sottolinea don Ciardella – ma quella di Maria Zambrano, “la tomba di Antigone”che la filosofa ha scritto ripensando la figura di Antigone viva, un personaggio che rinasce attraverso la morte».
IL festival aprirà i battenti il 2 luglio: l’opera principale, la cui regia sarà curata da Roberto Guicciardini, sarà preceduta da altri cinque spettacoli.
Sempre sul tema della donna c’è “Miriam”, una innovativa messa in scena del testo di Enri De Luca “In nome della madre”, dedicato alla Madonna. Poi, l’altra opera avrà come protagonista Angela Da Foligno, grande mistica della tradizione francescana, vissuta nella città umbra tra il Tredicesimo e Quattordicesimo secolo. Si tratta di un monologo scritto e interpretato da Antonio Zanoletti. Un terzo spettacolo sarà dedicato alla figura di Etty Hillesum, donna morta nel campo di sterminio nazista di Auschwitz, ebrea, di origine olandese, che di quella esperienza da deportata ha scritto un diario, assai commovente, che da poco è stato tradotto e pubblicato anche in Italia.
L’altro tema, quello della fede, sarà al centro di due spettacoli che fanno parte del cartellone del festival 2013. Il primo propone una creativa riscrittura in “cartoon” della storia di Abramo e del figlio Isacco. Una storia che si rifà a un testo del fiorentino Feo Belcari e che risale al 1440.
Il secondo spettacolo è prodotto dal teatro Savio di Palermo (che collabora anche alla produzione di Antigone), con la regia di Bob Marchesi. Si tratta di un testo classico della drammaturgia contemporanea: “Il visitatore” di Schmitt. E parla del dialogo tra Sigmund Freud e un misterioso ospite, il visitatore, che alla fine si rivelerà essere Dio in persona. Il dialogo - ovviamente sui temi della fede – sarà surreale e serrato e, soprattutto, girerà sempre intorno all’attuale problematica del rapporto tra Dio - quindi la fede - e la scienza.
«Avverto – ha concluso don Ciardella – la responsabilità della prima esperienza come direttore artistico di questo straordinario evento culturale. Ho lavorato, insieme a tutti gli altri protagonisti del Dramma, per offrire un programma che sappia rispondere al meglio alle attese».
Quest’anno per preparare gli spettatori alle opere che saranno presentate, sono stati organizzati anche due incontri di approfondimento: il primo il 31 maggio, proprio sulla figura di Antigone; l’altro il 21 giugno, verterà sul testo che poi verrà rappresentato.
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