Il Tirreno

Pontedera

LA PROPOSTA

«Ecco i vantaggi della fusione»

Ferrucci (Pd) e l’idea del Comune unico tra Pontedera e Calcinaia

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PONTEDERA. «Calcinaia e Pontedera condividono una larga parte del loro confine comunale interrottamente da Pardossi sino al Ponte alla Navetta; le previsioni urbanistiche contenute negli strumenti di governo del territorio, le prospettive di sviluppo, porteranno ad una crescente interazione tra le infrastrutture e i servizi dei due comuni», così il consigliere regionale Pd Ivan Ferrucci torna sulla proposta - da lui stessa avanzata - dell’unione tra Calcinaia e Pontedera . «Basti pensare alla rilevanza dell'area industriale di Gello – scrive – le previsioni infrastrutturali ferroviarie sulla Tosco-Romagnola, lo sviluppo urbanistico della zona Oltrarno-Chiesino in direzione di Fornacette e Calcinaia: se si accostano i piani strutturali dei 2 comuni ci si accorge di come quel tratto di Tosco-Romagnola rappresenterà in futuro una viabilità urbana tra i 2 comuni. Condividono, inoltre, lo stesso tessuto economico: prevalenza di piccola e media imprese, forte concentrazione di aziende del settore metalmeccanico, presenza di esperienze di eccellenza nel manifatturiero, robusto tasso d’innovazione tecnologica e ricerca – vedi anche l’esperienza di Pontech. Questi elementi fanno di Calcinaia e Pontedera indubbiamente una realtà economica tra le più rilevanti in Valdera e per la Toscana anche in una fase di crisi del sistema produttivo locale e nazionale.  Le politiche socio-sanitarie locali sono determinate in modo più organico dall’indirizzo e dalla programmazione che l’Unione dei Comuni della Valdera e la Società della Salute portano avanti. Non è un caso che tra Calcinaia, Fornacette e Pontedera esista un sistema di servizi socio-sanitari – pubblico, nel campo del volontariato e del terzo settore - di alto livello e integrati tra loro».  Fondere Calcinaia e Pontedera rappresenterebbe una scelta positiva e importante.  «Attraverso la fusione – spiega Ferrucci – è possibile ridurre i costi della pubblica amministrazione, mantenendo i livelli di servizio pubblico presenti, con maggiori benefici nel settore dell'istruzione e della cultura». Le risorse economiche messe a disposizione da Regione e Stato non sono poche: 250 mila euro l’anno per 5 anni a comune, aumento del 20% dei trasferimenti erariali calcolati sull’anno 2010 ed esenzione dal patto di stabilità per 3 anni. «Potrebbero essere indirizzate a importanti opere pubbliche.  Per questo chiedo ai sindaci dei due comuni di verificare quante risorse si vengono a creare con questa fusione. Credo sia giusto che ogni cittadino sia messo in condizione di farsi una propria opinione, di poter verificare e discutere in modo circostanziato sui pro o i contro di questa possibile scelta da intraprendere in ultima istanza attraverso un referendum».

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