La protesta
Cia, petizione per abbassare l’età lavorativa
L’associazione degli agricoltori in piazza a Pontedera: «A settant’anni non si può lavorare ancora»
PONTEDERA. «Morire, mediamente, a una età più avanzata rispetto al passato, non significa che a settant’anni si è “abili e arruolati” al lavoro». È quanto sostiene la Confederazione italiana agricoltori (Cia) che con il suo patronato Inac è impegnata nella raccolta di firme a sostegno di una petizione popolare per eliminare la norma che aggancia l’età lavorativa all’aspettativa di vita. Ieri mattina il tavolo è stato allestito in piazza Curtatone, a Pontedera.
La manifestazione nasce dall’esigenza di dare voce al disagio di «quei milioni di cittadini che vivono nell’incertezza e nell’ansia di non poter programmare la loro vita futura – spiegano i promotori –. Se è vero che molti paesi europei, come per esempio la Germania, hanno innalzato l’età pensionabile legandola all’aspettativa di vita, è altrettanto vero che gli stessi stanno rimettendo in discussione questo teorema». Che concludono: «Infatti, alcuni studi accreditati stanno dimostrando che, superati i sessant’anni, le persone sono maggiormente soggette a diverse patologie e quindi bisognosi delle relative cure. Da qui la richiesta di firmare a favore della petizione per fermare una legge ingiusta».
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