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Uno sportello di ascolto contro lo stalking

Uno sportello di ascolto contro lo stalking

CASCINA. Prendere di mira una persona e molestarla con atti persecutorie è un reato che può costare da 6 mesi a quatto anni di carcere (salvo lo sfociare in azioni ancor più gravemente punite); e...

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CASCINA. Prendere di mira una persona e molestarla con atti persecutorie è un reato che può costare da 6 mesi a quatto anni di carcere (salvo lo sfociare in azioni ancor più gravemente punite); e contro la quale si organizzano attività di prevenzione e contrasto, anche a livello territoriale. Per aiutare le vittime di questi comportamenti il 13 maggio sarà aperto uno sportello di ascolto e di aiuto. Ne fanno parte: Provincia di Pisa e associazione Oltretutto (soggetti attuatori); Comune di Cascina (supporto organizzativo); Città del teatro (contributo alla formazione); e infine la Regione, ente patrocinatore dell’iniziativa all’interno dell’esperienza denominata “PoStiT” – sigla che sta appunto per “Postazione (anti) Stalking in Toscana” – già collaudata nel Pistoiese. Ad annunciare l’operazione sono stati i rappresentati dello stesso pool promotore: per la Provincia l’assessore alle pari opportunità Anna Romei; per il Comune di Cascina l’assessore Fernando Mellea; per “Oltretutto” la presidente Sabrina Costantini. «Lo sportello – dicono – sarà protetto (non individuabile, cioè: per ovvie ragioni di sicurezza) e fornirà gratuitamente un supporto completo (con percorsi legali e sostegno psicologico) a tutte le vittime di stalking, a prescindere dall’essere donne o meno. Sebbene infatti la maggior parte dei fenomeni di morbosità persecutoria colpisca “al femminile”, si tende a trascurare che ben un terzo degli episodi ha come bersaglio un uomo». Operativamente l’accesso al servizio (rivolto anche agli stalker stessi, se lo vorranno) avverrà tramite contatto telefonico, dal lunedì al venerdì in orario 9-18, al numero 366-2753616; oppure attraverso l’e-mail sportellostalking@gmail.com. «In anni di lavoro – dice l’assessore Romei – abbiamo costruito reti di solidarietà e avviato progetti di valenza regionale (la Toscana è fra le poche realtà in Italia ad avere un sistema strutturato su questo fronte) ma anche nazionale. Con attività che vanno dalle campagne permanenti di info-sensibilizzazione, alla creazione di case protette per vittime di maltrattamenti, tratta a scopo di sfruttamento sessuale e stalking; passando per il supporto ai centri antiviolenza territoriale (Telefono Donna a Pisa, Eunice a Pontedera, Frida a San Miniato, Amiche di Mafalda a Pomarance)».

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