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Pontedera

LOTTA ALL’EVASIONE

Per quest’anno si punta a recuperare 850mila euro

Per quest’anno si punta a recuperare 850mila euro

PONTEDERA. Se l’Imu fa dannare perché dà ancora maggiori incertezze ai bilanci dei Comuni, l’Ici, che pure non c’è più da anni, ancora rappresenta fonte di lavoro e di controllo per le...

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PONTEDERA. Se l’Imu fa dannare perché dà ancora maggiori incertezze ai bilanci dei Comuni, l’Ici, che pure non c’è più da anni, ancora rappresenta fonte di lavoro e di controllo per le amministrazioni comunali. Che cercano di scovare i cittadini furbi e quelli che hanno denunciato erroneamente i propri immobili per recuperare gli importi dovuti e non incassati.

A Palazzo Stefanelli, tanto per fare l’esempio di Pontedera, c’è un gruppo di lavoro dedicato proprio a questo, a lavorare per scoprire l’evasione dei tributi locali. Una task force che, proprio negli ultimi tempi sta prendendo corpo anche nelle altre amministrazioni che appartengono all’Unione dei Comuni.

Per gli uffici di Pontedera alcuni frutti li ha dati.

Sul fronte del recupero dei soldi evasi (sia volontariamente che a seguito di errori verificati e segnalati agli utenti) le cifre che sono tornate nelle casse comunale non sono di poco conto. Per il 2011 l’importo che è stato recuperato è di 650mila euro; è salito a settecentomila per l’anno scorso e, nelle previsioni di quest’anno, la cifra è ancora maggiore: si punta a incassare ottocentocinquantamila euro.

«Si lavora su due fronti – ha spiegato più volte l’assessore comunale al bilancio Marco Papiani – da una parte si cerca di informare i cittadini dell’errore scoperto, dall’altra si cerca di spiegare che pagando non si incorre nella trafila che porterebbe alla cartella esattoriale con tutto quello che ne consegue». Un’opera più psicologica che di repressione. E i risultati, secondo gli esperti di Palazzo Stefanelli, arrivano proprio per questo motivo.

Negli ultimi tempi, sul fronte delle denunce Ici prima e Imu dopo, c’è stata molta attenzione alle denunce delle proprietà degli immobili. E, grazie ai controlli, sono emerse una decina di casi di denunce di immobili come “prima casa” ottenuta soltanto grazie a una “divisione” tra moglie e marito: assegnandosi un immobile ciascuno, evitavano di avere uno degli immobili registrato come “seconda casa” e dunque assoggettato a una tassazione più alta.

Emilio Chiorazzo

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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