Il Tirreno

Pontedera

Mini impianto a biomasse autorizzato dal Comune

di Giacomo Pelfer

Il progetto realizzato nell’area industriale di S. Croce fa capo alla Chips2energy «Tratterà solo cippato di legna vergine, che arriverà dalla pineta di San Rossore»

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SANTA CROCE SULL’ARNO. Un impianto a biomasse nella zona industriale di Santa Croce, già assemblato e pronto per entrare in funzione. Siamo in via dei Conciatori, a pochi passi da Ecoespanso, a fianco di un immobile in costruzione dell’azienda Dermochimica. Da alcune settimane, il piazzale a fianco dell’edificio ospita la nuova struttura destinata alla produzione di energia, realizzata e gestita dalla società Chips2energy. Un impianto da 150 kilowatt, destinato alla combustione di cippato derivante dalla macerazione di legna vergine, approvato direttamente dall’ufficio tecnico del Comune di Santa Croce, come previsto dalla normativa nazionale per i piccoli impianti di produzione energetica inferiori ai 200 kilowatt.

Il via libera all’impianto è delegato alla cosiddetta Pas (Procedura abilitativa semplificata), equivalente della Dia in campo edilizio. «È un progetto che abbiamo presentato nel corso del 2012 – spiega l’ingegnere Simone Bonari della Chips2energy –. Si tratta di un impianto da 150 kilowatt che potrà trattare esclusivamente cippato di legna vergine, che nel nostro caso arriverà dalla pineta di San Rossore. La struttura sarà gestita direttamente dalla nostra società, mentre la Dermochimica, che ci ospita, riceverà in cambio l’acqua calda prodotta per il riscaldamento dei macchinari e dell’immobile attualmente in costruzione. Siamo al momento in attesa della convenzione con Enel per la vendita dell’energia prodotta».

Il prossimo giovedì l’amministrazione e i consiglieri comunali sono inviati a visitare l’impianto. Una novità che il capogruppo del Centrodestra per Santa Croce, Stefano Giannotti, segnala per evidenziare «l’assoluta mancanza di pianificazione per certi tipi di strutture». «L’iniziativa di questi imprenditori è più che legittima – afferma –. Non abbiamo niente contro certi tipi di impianti, è piuttosto l’ubicazione a lasciare perplessi, dato che siamo a pochi metri da Ecoespanso e non lontani dal discusso pirogassificatore. Occorreva un po’ di buon senso da parte del dirigente che ha dato il via libera, perché questi impianti si concentrano tutti in 500 metri».

A mancare, secondo Giannotti, è la volontà di programmazione: «È vero – dice – che certi impianti sono sottoposti a procedura semplificata, però a monte servirebbe una riflessione politica. Senza programmazione ogni azienda può realizzare un impianto aggravando il contesto ambientale. La Provincia ha posto dei limiti al fotovoltaico, ma non lo ha fatto per altri tipi di impianti. Inoltre, la collettività dovrebbe ricevere qualcosa in cambio da questi progetti».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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