Il dolore
Alta Valdera divisa in due sull’ipotesi della fusione
Chianni e Lajatico prendono le distanze dalla proposta di Peccioli che piace anche a Capannoli. «Non c’è alcuna fretta di fare un solo sindaco»
PECCIOLI. Se Peccioli spinge per organizzare un referendum e dare la possibilità ai cittadini di esprimersi sulla proposta di fusione dei sei centri del Parco dell’Alta Valdera ci sono altri Comuni, come Chianni, Lajatico e Terricciola, che questa unione proprio non la vogliono. Preferiscono aspettare e non si lasciano scalfire dalla proposta partita da Peccioli e condivisa apertamente dal sindaco di Capannoli. Interessi diversi, difficoltà a superare la logica dei campanili? Punti di vista che gli interessati spiegano. «La fretta della fusione rischia di incrinare l'unità dei sei Comuni dell'Alta Valdera: unità che ha una storia più che decennale di collaborazione e di lavoro insieme. Ma ora due Comuni, Peccioli e Capannoli, spingono per fondersi “ anche da soli, se gli altri non ci stanno subito” – comincia a prendere le distanza l’assessore all’ambiente di Chianni, Bruno Martinoli – Ed il subito è proprio immediato, poiché la richiesta andrebbe fatta alla Regione prima dell'inizio di giugno. Perché questa accelerazione, in un momento già di per sé complicato dove già si stanno mettendo insieme i principali servizi dei sei Comuni al Polo Alta Valdera ? Il nuovo centro servizi che prevederà un unico ufficio tecnico e un unico ufficio ragioneria dove confluiranno gli impiegati dei sei Comuni, deve entrare in funzione entro il 31 dicembre di quest'anno, e si sta lavorando per la sua realizzazione con non poche complessità da risolvere. Lo scopo è quello di razionalizzare e qualificare ulteriormente i servizi offerti portando sia ad un risparmio economico che ad una maggiore specializzazione nelle prestazioni fornite ai cittadini dei sei Comuni». Secondo l’assessore di Chianni la fusione vanificherebbe il lavoro fatto finora.
«Ma cos'ha di più una fusione? Non c'è più un sindaco per ogni territorio e la relativa giunta e consiglio. Non si può parlare di risparmio economico poiché facendo i conti i Comuni più piccoli dell'Alta Valdera danno un modesto stipendio al sindaco mentre gli assessori lavorano pressoché gratis. Si perde una forte rappresentanza soprattutto di quelli che sarebbero gli ex-comuni marginali, che difficilmente potrebbero alle elezioni esprimere un sindaco e con difficoltà qualche posto chiave nella nuova vasta amministrazione». Insomma, sia Chianni che Lajatico, spingono per realizzare bene la messa in comune dei servizi entro il 31 dicembre di quest'anno.
«L'ipotesi di una fusione a 6 Comuni dell'Alta Valdera crediamo non possa rappresentare un ambito ottimale – afferma il sindaco di Lajatico, Fabio Tedeschi – infatti dall'Alta Valdera ha due idee diverse. Una che vuole arrivare subito alla strada del referendum chiedendo ai cittadini se sono d'accordo alla fusione dei Comuni che è quella di Capannoli, Peccioli e probabilmente Palaia. Mentre il resto dei Comuni dell'Alta Valdera Lajatico, Terricciola e Chianni vogliono un percorso più riflessivo e partecipativo».
Lajatico avrebbe preferito un percorso condiviso a sei che portasse tutti i cittadini ad assumere meglio la consapevolezza dell'argomento. «Riteniamo che sia "doveroso" prospettare ai cittadini le alternative che sono fusioni (2 o 3 fino a 6 Comuni)». Secondo Tedeschi in questa fase l’Unione dei Comuni della Valdera è più che sufficiente.
«L'importanza dell'Unione di più Comuni è l'opportunità un tavolo di coordinamento dove i vari Comuni portano le proprie esigenze territoriali. Questo è stata fino ad oggi nell'unione della Valdera, senza necessità di fusione».(s.c.)
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