La manifestazione
Un maxi Comune da 22mila abitanti
Crecchi: «Un referendum sull’ipotesi di unificare i territori di Peccioli, Lajatico, Terricciola, Chianni, Capannoli e Palaia»
PECCIOLI. I piccoli Comuni del Parco dell’Alta Valdera - Lajatico, Peccioli, Terricciola, Chianni, Capannoli e Palaia - hanno fatto scuola in Valdera e all’Unione stessa dei Comuni rispetto alla gestione associata dei servizi. Già da anni, prima ancora che si cominciasse a parlare di revisione dei costi e di accorpamenti, i sei Comuni dell’Alta Valdera avevano unito le forze e sperimentato, primi in provincia, la gestione di una serie di servizi, a cominciare dalla polizia municipale. Da Peccioli viene rilanciata la proposta per mettere insieme i sei centri di provincia e dare vita a un Comune unico che avrebbe oltre 22mila abitanti e un’estensione territoriale piuttosto vasta, di 450 chilometri quadrati. A lanciare l’idea - ma già un anno fa lo stesso Comune aveva invitato a riflettere su questa possibilità - è il sindaco Silvano Crecchi. Sulla proposta, come sta succedendo per la fusione tra Casciana Terme e Lari, ci si sta confrontando sia nel Pd (si parla di Comuni a maggioranza di centrosinistra) e anche tra gli stessi sindaci dell’Alta Valdera. Non tutti i sindaci del Parco sono d’accordo e ritengono che si possa ancora aspettare preferendo muoversi sulla scia dell’Unione dei Comuni della Valdera.
«Penso che anche i sei Comuni debbano andare verso la fusione – dice il sindaco Crecchi –. Anche se i tempi sono stretti potremmo seguire il percorso di Casciana Terme e Lari e organizzare un referendum nello stesso giorno. Non si può pensare alla fusione senza prima conoscere cosa vogliono fare i cittadini». Insomma, i piccoli centri della Valdera, secondo Crecchi, possono fare di più della semplice gestione associata dei servizi. «Un anno fa avevamo provato a far riflettere su questo argomento – ricorda il sindaco –, purtroppo in quel momento non mi pare che sia stata compresa l’importanza della proposta e il dibattito che ne è scaturito non ha portato a nessuna decisione concreta. Ma ora siamo davanti a scadenze precise. Entro la fine dell’anno i Comuni con meno di 5mila abitanti dovranno gestire in forma associata la quasi totalità delle funzioni. La fusione invece ci darebbe una serie di vantaggi immediati a cominciare dal rinvio per tre anni del patto di stabilità. Avremmo anche maggiori trasferimenti statali per circa 15 milioni di euro. Sarebbe l’inizio di una strategia a lungo termine. Entro il 2016 sarà la Regione a dover fare proposte di fusione tra i piccoli Comuni che ancora non avranno fatto questo percorso in maniera autonoma». Partendo da questo, Peccioli, con il pieno accordo del Pd locale, rilancia la proposta del Comune unico e chiede che sia data la possibilità ai cittadini di dire come la pensano. «La fusione dei sei Comuni – precisa Crecchi – non mette in discussione l’Unione ma consente ai nostri territori di portare avanti progetti a lungo termine. E tutto questo partendo da un punto di forza, quello della nostra esperienza nel Parco dell’Alta Valdera».
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