Attenzione
Desio e Robè in tribunale la domanda di concordato
L’ipermercato di Navacchio chiude in anticipo rispetto alla data annunciata Nel vortice di una crisi di liquidità irreversibile l’azienda fondata negli anni ‘60
NAVACCHIO. È il calendario a dettare i tempi. Abbassate definitivamente le saracinesche al punto vendita di Navacchio targato Desio & Robè adesso la parola passerà al tribunale di Pisa. Entro il 28 maggio la società fondata negli anni Sessanta dai fratelli Desio e Roberto Cerri dovrà presentare la domanda per l’ammissione al concordato preventivo con cessione di beni.
Il giudice se accoglierà la domanda della società finita nel vortice di una crisi di liquidità irreversibile provvederà alla nomina di un commissario liquidatore per la vendita degli immobili e degli altri beni che sono parte del patrimonio dell’impresa.
È giunta così al capolinea la crisi dei magazzini Desio & Robè con i dipendenti collocati in cassa integrazione straordinaria per cessazione di attività: un anno a zero ore per i 77 addetti dei punti vendita di Navacchio e Livorno. All’ipermercato di Livorno le attività sono cessete dall’8 di aprile mentre a Navacchio la chiusura è arrivata con oltre una settimana di anticipo rispetto alla data annunciata, domenica scorsa anziché il 15 maggio. L’ammissione al concordato oltre a chiudere le pendenze finanziarie della società di Navacchio consentirebbe di allungare di un anno il periodo di cassa straordinaria e allentare così la pressione della crisi sui dipendenti.
Nell’ambito dell’accordo sottoscritto al Ministero del lavoro, che ricalca quello definito a fine gennaio per i trentacinque addetti dei due punti vendita chiusi a Reggio Emilia e Vicenza, nei prossimi giorni la società provvederà a raccogliere i curricula del personale e ad inviarli alle aziende del territorio.
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