Il Tirreno

Pontedera

Conciatori, 2012 positivo ma senza crescita

Conciatori, 2012 positivo ma senza crescita

Il Consorzio di Ponte a Egola indica l’export come la strada obbligata per le imprese

2 MINUTI DI LETTURA





SAN MINIATO. «I tradizionali indicatori generali della nostra attività, il quantitativo di acqua depurata e quello di carniccio prodotto, indicano che complessivamente il nostro sistema ha tenuto mostrando piccole percentuali di crescita». È la nota in positivo che il presidente Giuseppe Volpi evidenzia in occasione del bilancio 2012 del Consorzio conciatori di Ponte a Egola.

Un dato generale che rischia di tenere in ombra la dinamica delle imprese del distretto. «A una analisi più accurata si possono evidenziare condizioni e differenze rilevanti fra un’azienda e l’altra – dice Volpi –. In molti casi i cali delle quantità vendute sono stati compensati dall’aumento dei prezzi mantenendo così i valori di fatturato se non accrescendoli, e se questo ha certo valenza positiva, non credo si possa esserne particolarmente soddisfatti in termini imprenditoriali. Certamente alcune aziende hanno segnato dei buoni risultati, ma il sistema nel suo insieme, pur rafforzato, non ha conseguito una effettiva crescita».

Export. A trainare è l’export. «Abbiamo saputo rispondere a una diminuzione della domanda sul mercato italiano andando a competere e cercare clienti in ogni angolo del mondo, rinvigorendo ancor più la tradizionale operatività internazionale che da sempre ci caratterizza. Sarebbe interessante sapere quanti dei prodotti realizzati in Italia con i nostri pellami vengono commercializzati all’estero, credo ci troveremmo davanti a percentuali di export complessivo elevatissime».

Materie prime. Le pelli bovine hanno segnato un trend di continui e costanti aumenti, con una variazione media del 16% su base annua, mentre leggermente più favorevole è stato l’andamento degli ovini. «È molto difficile per il nostro settore e per le nostre aziende poter competere in un mercato sbilanciato – spiega il presidente Volpi – dove le pelli grezze europee sono disponibili a tutti mentre molte altre nazioni attuano politiche protezionistiche. Oggi non ci è possibile chiedere la chiusura dei nostri confini, demandati al controllo dell'Unione Europea, ma certamente possiamo lottare per una condizione di reciproca apertura».

I cantieri. Tubone a parte, si va dalle fognature alla riqualificazione delle aree industriali. «Nei prossimi mesi saremo in grado di iniziare i lavori di ristrutturazione dell'asse fognario principale, grazie all'intervento economico della Regione – dice –. Sarà però necessario un sostegno finanziario da parte della categoria per poter coprire le differenze fra i tempi di realizzazione e i possibili impegni economici». Mentre si lavora in collaborazione con l’amministrazione comunale di San Miniato e il contributo della Regione «allo studio di un progetto Apea di ristrutturazione e ammodernamento di gran parte delle aree industriali, che permetterà – conclude Giuseppe Volpi – di conseguirne la rivalutazione ambientale e l'attivazione di una serie di servizi integrati, conferendo maggior pregio e valore alle strutture immobiliari e una miglior immagine complessiva delle aziende».©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Il dolore

San Giuliano Terme, è morto Tiziano Taccola: storico dirigente socialista

di Redazione Pisa