Il Tirreno

Pontedera

Progetti diversi ma tutti sono contro Turini

di Giacomo Pelfer fotoservizio Franco Silvi
Progetti diversi ma tutti sono contro Turini

Affollatissimo il confronto-dibattito al circolo Acli tra i cinque candidati a sindaco

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SANTA MARIA A MONTE. Un faccia a faccia da tutto esaurito quello che ha contrapposto i cinque candidati a sindaco di Santa Maria a Monte. Una serata primaverile dall’aria un po’ freschina, per una campagna elettorale ancora non incandescente. Eppure non mancano la curiosità, la voglia di conoscere i cinque contendenti che correranno per lo scranno più alto del Comune nell’appuntamento elettorale del 26 e 27 maggio. La partecipazione, del resto, è stata la vera protagonista del dibattito organizzato lunedì sera al circolo Acli La Rocca, nella centralissima piazza della Vittoria, che tutti i candidati dicono di voler riqualificare. Tutto pieno per assistere al primo confronto tra Antonio Torrini, candidato di Pd e Sel, Ilaria Parrella per la coalizione tra Pdl, Udc e Socialisti, Rita Lupo di Rifondazione Comunista, Cinzia Boggia di Impegno Civico per Santa Maria a Monte e Alberto Callaioli del movimento Cinque Stelle. Cinque programmi a confronto, diversi per priorità e sfumature, ma tutti concordi nel segnare una rottura con l’amministrazione uscente guidata da David Turini. E il primo a marcare le distanze è proprio l’ex segretario Pd Antonio Torrini, spiegando che «oggettivamente, chi ha governato il Comune negli ultimi vent’anni non ha avuto lungimiranza, e lo dimostra un regolamento urbanistico che ha permesso di costruire ovunque». «Occorrerà – dice – un intervento capillare per limitare il danno che il territorio ha subito». Per chi arriva dall’opposizione, invece, i primi punti di svolta sono il no al biogas e la cancellazione, al di là del tramonto del project, del progetto per il parcheggio sotterraneo, come annunciato subito in apertura da Ilaria Parrella e Rita Lupo. Non solo: «Se vinciamo toglieremo anche gli asini spazzini per risparmiare risorse», aggiunge Parrella, che annuncia anche una «revisione dell’Imu e delle tariffe». Il turismo, poi, è uno dei campi di possibile sviluppo su cui tutti i candidati dichiarano di voler puntare, rivitalizzando il centro e le zone rurali. Rita Lupo, ad esempio, suggerisce l’idea di un «campeggio gestito dal Comune, che insieme ad una riqualificazione del centro – dice – permetterebbe anche la creazione di posti di lavoro». Tutti concordi, infatti, sulla necessità di ampliare l’offerta ricettiva e commerciale, per la quale Alberto Callaioli si dice pronto a «concedere sgravi fiscali», mentre Cinzia Boggia si spinge anche oltre: «Realizzare – spiega – una “Chiocciola delle arti e dei mestieri”: sarà il Comune ad affittare i tanti fondi vuoti del centro per poi affidarli alle associazioni». Sul tessuto associativo, del resto, si riversano anche le speranze per arginare il probabile calo dei servizi dovuto alla mancanza di risorse. «Proponiamo un “comitato di solidarietà” – dice Parrella – che permetta di estendere a tutto il territorio le buone iniziative delle associazioni». Idea che trova concorde Torrini, per il quale il «punto primario dell’amministrazione dovrà essere il mantenimento dello stato sociale, che ormai – dice - non è più scontato». Grande spazio anche al tema della partecipazione, per la quale Rita Lupo propone la creazione delle Consulte territoriali, mentre Boggia, Parrella e Callaioli spiegano di voler portare il consiglio comunale in giro per le frazioni. Per il candidato del movimento del Stelle, altri mezzi di partecipazione saranno «un sito internet del Comune più comodo e funzionale, e i referendum senza quorum». «Il primo – dice Callaioli – lo proporremo per chiedere l’uscita dall’Unione Valdera, perché si tratta di un’istituzione non elettiva».

Progetti e desideri. È lungo l’elenco delle idee che i cinque candidati snocciolano, frazione per frazione, alla richiesta di illustrare i principali progetti che hanno in mente. «Prima di tutto la manutenzione delle strade – dice Parrella – unita ad una segnaletica turistica. I centri vanno valorizzati a livello commerciale, anche portando al loro interno le aziende del made in Italy. Penso poi alla valorizzazione rurale a San Donato, ai giardini pubblici a Cerretti e alla creazione di un percorso pedonale in sicurezza a Ponticelli». Cinzia Boggia parte invece dalla «manutenzione di tutti i cimiteri e delle scuole. Occorrono poi due parcheggi per i centri storici, da ricavare, nel caso di Montecalvoli, dall’abbattimento della cisterna. Infine il recupero dei sentieri e dei cunicoli sotto Santa Maria a Monte». Antonio Torrini parte da piazza della Vittoria, «da riqualificare con un percorso partecipato – dice –. Vogliamo poi estendere la connessione internet a Cerretti, agevolare la sosta dei residenti a Montecalvoli, creare un percorso pedonale a Ponticelli e un piano d’illuminazione per tutto il Comune». «Spazi a verde, punti wi-fi e fontanelli pubblici» sono le proposte di Rita Lupo, che suggerisce anche «passerelle pedonali sui corsi d’acqua, il recupero del museo e di Casa Galilei, un teatro davvero funzionante e una scuola di musica». «Prima di tutto i marciapiedi e i luoghi di aggregazione», risponde Callaioli, proponendo anche la costruzione di un ostello nell’ex scuola elementare.

Dove cercare i soldi. Inevitabile, tuttavia, chiedersi dove e in che modo il futuro sindaco andrà a cercarsi le risorse, soprattutto alla luce del congelamento dell’Imu e delle grandi incertezze sul futuro. Ilaria Parrella dice di voler «rivedere tutte le spese, riducendo incarichi e consulenze». «Magari evitando di affidarle a chi è in pensione» aggiunge scatenando l’applauso. «Vogliamo sfruttare di più i finanziamenti europei – dice Boggia – cercando sinergia con gli imprenditori locali attraverso le sponsorizzazioni». Per Torrini, invece, occorrerà «razionalizzare le risorse e rafforzare il rapporto con le associazioni». «Prima di tutto – risponde Lupo – dobbiamo restituire al Comune molti dei servizi che sono stati affidati all’esterno». Secondo Callaioli, infine, la priorità sarà quella di risparmiare risorse grazie ad una «riqualificazione energetica di tutti gli edifici pubblici, per la quale esistono metodologie a costo zero». Quale aiuto contro la crisi. Eppure, in un momento di emergenza sociale, occorre capire che cosa, concretamente, i sindaci potranno fare per alleviare gli effetti della crisi. E soprattutto quale tipo di aiuto ogni candidato è in grado di promettere. Su questo punto, Ilaria Parrella torna a ricordare l’idea del “comitato di solidarietà”, «che coinvolgerà le associazioni, le parrocchie e le varie realtà del territorio – spiega – per organizzare iniziative utili per tutti». «Il Comune dovrà concedere aiuti in sostegno di progetti e attività sostenute a vantaggio di tutta la collettività – dice Boggia – anche per evitare il problema del parassitismo. Penso ad esempio ai tanti giovani impegnati nel doposcuola o che vorrebbero aprire un asilo». «La mia idea è quella di adottare la povertà – risponde Torrini –: fare in mondo che ciascuno di noi rinunci a qualcosa per gli altri. E questo si può fare con alcuni accorgimenti, coinvolgendo le realtà e le associazioni del territorio. Cercheremo anche di fare più formazione per i giovani, e terremo i conti del Comune in ordine per poter pagare le aziende». La risposta alla crisi, invece, secondo Rita Lupo, «è sempre quella di creare opportunità di lavoro: le idee del campeggio, del museo e del teatro, nonché quelle per la ricettività e il commercio sono pensate proprio per questo». «Creerò un ufficio del lavoro – dice invece Callaioli – anche per offrire attività socialmente utili nelle attività legate all’ambiente e al turismo».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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