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Imu, mozione per farla pagare alla Chiesa

Imu, mozione per farla pagare alla Chiesa

Calcinaia, il documento votato in consiglio ma non può essere attuato: un decreto non lo permette

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CALCINAIA. Il consiglio comunale approva una mozione di Sinistra alternativa per Calcinaia per riscuotere l’Imu dalla chiesa per le sue proprietà a uso commerciale, ma non può applicarla. Si tratta del paradosso dovuto alla mancanza di decreti attuativi di un regolamento redatto dal governo Monti l’anno scorso e che non è stato ancora risolto.

Una situazione generale per tutto il Paese, ma che a Calcinaia., com’è avvenuto a Pisa lo scorso gennaio, è stata comunque affrontata sapendo già che non si sarebbe potuto operare.

Nella mozione presentata nei giorni scorsi, si legge che «che l’Anci stima a livello nazionale tra i 500 e i 700 milioni di euro l’introito annuale complessivamente mancante dall’imposizione Ici/Imu su immobili di proprietà di enti, in massima parte ecclesiastici, esentati dal pagamento in quanto sede di attività solo “parzialmente” commerciali». Numeri importanti, ma che non possono essere riscossi, anche se, nella stessa mozione, sindaco e giunta s’impegnano «a verificare le situazioni dei beni di proprietà degli enti ecclesiastici e di tutti gli altri soggetti previsti dalla stessa normativa per favorire una corretta applicazione della nuova normativa con i diretti interessati».

Secondo Lucia Ciampi, sindaco di Calcinaia, «nel regolamento è inserito l’obbligo di presentare una dichiarazione Imu ad hoc sia per gli immobili in cui l’imposizione è dovuta, sia per quelli che invece sono esentabili. Per questo tipo di dichiarazione è richiesto un modello ministeriale che non è ancora stato approvato e che non è a disposizione dei Comuni e non è ancora stata data la data di scadenza della dichiarazione di questa domanda al Comune».

Una beffa, insomma, anche se l’amministrazione comunale calcinaiola sembra comunque intenzionata a mettere in pratica la mozione approvata all’unanimità dal consiglio (nel giorno della votazione erano assenti i consiglieri del Pdl). «A oggi possiamo affermare – dice Ciampi - che il Comune di Calcinaia si muoverà in ottemperanza a questo decreto che poi di fatto è un regolamento, ma non ci sono ancora gli strumenti per poterlo applicare. Quindi è ovviamente prematuro procedere ad un’indagine dei requisiti richiesti a questi enti, per cui l’attività di accertamento dell’ufficio tributi avverrà successivamente alle dichiarazioni pervenute ed entro i 5 anni previsti dalla legge. Per questo si potrà verificare la veridicità delle dichiarazioni ricevute solo in un secondo tempo.

L’amministrazione si impegna però fin da ora affinché venga correttamente applicata questa nuova normativa tenendo presente le condizione oggettive della procedura».

Andreas Quirici

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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