Il Tirreno

Pontedera

Il cibo e il paesaggio, la Valdera si gusta girando in Vespa

di Andrea Lanini
Il cibo e il paesaggio, la Valdera si gusta girando in Vespa

PONTEDERA. Il video, che ha come colonna sonora “Happy” di Alexia e viene proiettato alla fine della conferenza, racchiude in tre minuti di immagini tutto ciò che c'è da sapere su “Valdera in Vespa”,...

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PONTEDERA. Il video, che ha come colonna sonora “Happy” di Alexia e viene proiettato alla fine della conferenza, racchiude in tre minuti di immagini tutto ciò che c'è da sapere su “Valdera in Vespa”, il progetto che mette le ali al turismo e che domenica 12 debutta con una gustosa uscita- preludio.

Gli ingredienti sono una garanzia: le bellezze paesaggistiche e le bontà enogastronomiche della Valdera; la Vespa e il marchio Piaggio (con il Museo “Giovanni Alberto Agnelli” a fare da scintillante architrave, da snodo cruciale per la curiosità e la passione di schiere di amanti dello scooter più mitico); la valorizzazione del territorio e delle sue realtà attraverso il turismo; l'intraprendenza di un team giovane (due fratelli di Forcoli, Andrea e Vanessa Fiore, creatori di “Valdera in Vespa” e Erika Petricci, titolare dell'agenzia di viaggi pontederese “Fiocco Rosso”, abile pianificatrice di escursioni); l'interesse e l'appoggio delle istituzioni, che qui, nella Sala della Giunta del Comune di Pontedera, la città della Vespa, sono rappresentate dall'assessore Stefano Tognarelli e dall'assessore provinciale Roberto Guiggiani.

A completare il quadro, la collezione di Vespa d'epoca che Andrea Fiore ha personalmente, pazientemente restaurato: si viaggerà su quelle.

Domenica, con “Around Valdera... in Vespa”, si parte alle 15 dal Museo Piaggio, poi un “soft drink” a Palaia, poi l'arrivo a destinazione, il Teatro del Silenzio di Lajatico, i cui verdi prati ospiteranno una degustazione di prodotti locali.

«Questa prima uscita – aggiungono i fratelli Fiore – è dedicata alla Valdera e alla sua gente. È un invito a riscoprire, sotto una nuova luce, il più conosciuto simbolo di questa terra. Nel dopoguerra, la Vespa ha messo in moto l'Italia; e oggi può rimettere in moto il turismo, diventando il trait d'union tra le tante realtà che in Valdera si occupano di ricezione e di produzione di specialità tipiche, e il resto del mondo, a cui va data la possibilità di scoprire questi luoghi».

«I nostri “passeggeri”, a cui forniamo la Vespa, il casco e il “kit del vespista” (di cui fa parte un ghiotto “travel book”, ndr), sono i veri protagonisti», spiega Erika, «noi organizzatori viaggiamo al loro fianco, condividendo le loro emozioni».

Un modo per vivere la Valdera con un contatto diretto.E, soprattutto in sella a un prodotto d’eccellenza del territorio. Proprio come quelli enogastronomici.

Per avere maggiori informazioni sull’iniziativa, c’è un apposito sito, in grado di sciogliere ogni dubbio: www.valderainvespa.it.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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