Sicurezza
Un banale cavicchio fa scattare una gara a colpi di solidarietà
Un pezzo di legno come primo premio di una lotteria Centinaia i biglietti venduti e tante prenotazioni per la cena
PONTEDERA. Il cavicchio è un pezzo di legno lavorato, appuntito da un lato e con una sorta d’impugnatura dall’altro. È uno strumento molto utile ai contadini. Se lo fabbricano da soli perché risulta loro comodissimo per fare il buco in terra per poi piantare le patate. Potrà sembrare impossibile ma intorno a questo utensile agricolo si è scatenata una grande gara di solidarietà che sarà incorniciata da una festa in programma il prossimo 11 maggio, all’insegna dei progetti in Burkina Faso dell’associazione Bhalobasa.
Per spiegare tutto quello c’è dietro al cavicchio occorre fare una chiacchierata con David Ribechini, titolare dell’azienda “Agritalia” (nella zona industriale de La Bianca) e ideatore dell’ormai notissimo campionato delle zucche giganti, da cui ultimamente ha preso vita anche un club, che si chiama appunto “Lo Zuccone”. «Un giorno – racconta Ribechini – un nostro cliente lasciò in negozio, sul banco, un cavicchio. A partire dai giorni successivi, quasi tutti coloro che venivano alla cassa per pagare la merce acquistata lo notavano e dicevano le stesse frasi, del tipo “Questo mi ci vorrebbe proprio, ma è in vendita?”. Dopo aver detto di no a decine e decine di persone, una mattina mi venne l’idea di metterlo come premio di una lotteria e cominciai a vendere i biglietti ai clienti, a cinquanta centesimi l’uno. Ebbene, ne ho venduti a centinaia e, visto il successo, ho allora deciso di rilanciare con una festa durante la quale sarà estratto il biglietto vincente».
La festa si svolgerà sabato prossimo all’azienda agrituristica “Il Pioppo” a La Rosa di Terricciola e prevede una cena al costo di 18 euro curata nei minimi dettagli dall’enogastronomo Enrico Bimbi. Il ricavato della cena, per la quale numerose aziende regaleranno i propri prodotti, e della lotteria sarà appunto destinato alla solidarietà. Per la precisione, sarà devoluto all’associazione Bhalobasa, impegnata nella realizzazione di una fattoria in un villaggio del Burkina Faso.
Un gesto con cui l’azienda “Agritalia” della famiglia Ribechini vuole distinguersi ulteriormente, dopo che negli ultimi tempi ha raggiunto una discreta fama a livello nazionale grazie anche alla partnership con il club “Lo Zuccone”.
I Ribechini sono infatti ricercati da tutta Italia e non solo perché considerati i custodi dei semi che fanno crescere i giganteschi ortaggi. Non solo zucche, ma anche cocomeri, meloni, girasoli, pomodori e granturco. In questi giorni, la corsa all’orto dei record è in pieno svolgimento.
Cristiano Marcacci
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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