Finanza
«Ma com’è possibile?», lettera alla Regione
Una paziente racconta la sua esperienza all’assessore Marroni. «In un giorno i privati fanno tutto»
PONTEDERA. Liste d’attesa lunghe; appuntamenti spostati anche lontani dal comune di residenza. E, come se non bastasse, anche costi che sono sempre più vicini a quelli delle strutture private. È questo il senso di una lettera che una signora della Valdera, Alessandra Della Bella, ha indirizzato all’assessore regionale al diritto alla salute, Luigi Marroni. Al quale racconta la sua esperienza di paziente, che racchiude un po’ tutti i difetti della sanità in questo momento. «Nei primi giorni di aprile – racconta la signora – il mio medico di base, in seguito ad alcuni sintomi da me esposti, mi ha prescritto una radiografia al rachide cervicale, come primo step di una serie di ulteriori esami, tra cui anche una elettromiografia e, molto probabilmente, una risonanza magnetica».
La descrizione, dice la donna nel testo della lettera inviata all’assessore regionale, solo per far capire l’origine del problema. «Una volta uscita dall’ambulatorio del mio medico – prosegue – chiamo il Centro prenotazioni dell’Asl 5 a cui faccio sempre riferimento. E mi dicono che il primo appuntamento utile è a Volterra, cinquanta chilometri di distanza da Pontedera, dove io abito. A conti fatti, tra andata e ritorno sono cento chilometri. La data disponibile è la prima settimana di maggio. Se voglio come sede dell’esame Pontedera devo aspettare giugno. Non mi sono stupita». Quello che, invece, ha fatto arrabbiare la paziente, è l’importo del ticket che si è sentita richiedere. «Trentotto euro – dice – per la fascia di reddito più bassa. A questo importo avrei dovuto aggiungere il costo del carburante e una mezza giornata di lavoro che avrei dovuto prendere di permesso per andare a Volterra». Così ha deciso di non prendere l’appuntamento proposto dal Cup, per vagliare altre soluzioni. «Il giorno dopo – prosegue – chiamo un centro radiologico privato di Pontedera dove mi danno l’appuntamento per il giorno dopo e mi dicono che la tariffa per l’esame che devo fare è di 40 euro. In mezz’ora sono andata, ho fatto l’esame e ho già anche il referto. L’assessore regionale deve spiegarmi com’è possibile che un centro privato con soli 2 euro in più, mi permette di effettuare l’esame con un solo giorno di attesa, mentre passando dal Cup spendo la stessa cifra e devo aspettare settimane».
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