Il Tirreno

Pontedera

Risparmi in fumo il giudice dice no al patteggiamento

di Pietro Barghigiani

Va avanti il processo a un ex promotore finanziario accusato di aver fatto sparire 700mila euro a 25 clienti

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CRESPINA. Patteggiamento negato all’ex promotore finanziario accusato di aver dilapidato quasi 700mila euro di 25 risparmiatori, compresi alcuni suoi familiari, in operazione spericolate e, soprattutto, mai autorizzate dai titolari dei conti aperti con Banca Mediolanum.

Il giudice Paola Giovannelli ha rigettato il patteggiamento a un anno e 10 mesi, senza la sospensione della pena, proposto dalla difesa (avvocato Laura Antonelli) di Mirko Graziani, 37 anni, di Crespina, con il consenso del pm togato, Antonio Giaconi.

Il pm onorario d’udienza, l’avvocato Vincenzo Molinaro, ha prestato il suo consenso all’applicazione della pena su richiesta delle parti alla quale si sono opposte le parti civili rappresentate dagli avvocati Massimiliano Soldaini, Lucia Tognoli, Andrea Di Giuliomaria e il legale di Banca Mediolanum.

Il processo è stato rinviato a ottobre.

L’aula al piano terra del Tribunale era affollata delle numerose parti offese che dopo aver accordato fiducia e soldi a Graziani hanno rimesso decine di migliaia di euro.

Alla lettura del rinvio per l’inizio vero e proprio del processo in tanti hanno lamentato lo slittamento di una sentenza per un’appropriazione indebita sulla quale incombe il rischio della prescrizione.

Il processo nasce dalle diverse denunce presentate dai clienti dell’ex promotore finanziario che, fino al maggio del 2007, aveva lavorato per conto di Mediolanum.

Convocato dalla banca dopo le segnalazioni dei risparmiatori, Graziani il 18 maggio 2007 spiegò di avere avuto alcuni problemi personali e di avere iniziato a giocare e scommettere dall'inizio del 2006.

La passione per il gioco d’azzardo sarebbe stata la principale causa delle difficoltà economiche che avrebbero costretto il promotore a impiegare in maniera illecita i soldi dei clienti e anche di alcuni amici e familiari.

I clienti infuriati per i soldi persi risiedono tra Cenaia, suo paese di residenza fino a quando non si è sposato, Marina di Pisa, Calci e Cascina.

I primi a scoprire che i loro risparmi avevano preso il volo furono i suoceri del consulente. Gli ammanchi furono scoperti nel 2007 e dopo poco partirono anche le prime denunce.

Svariati i comportamenti sanzionati dalla Consob che poi lo radiò. Operazioni transitate dal conto corrente di un risparmiatore effettuate da Graziani in possesso dei codici personali del cliente.

Altre operazioni in uscita dal conto di un privato che crede siano state investite in prodotti finanziari.

Movimenti di denaro in uscita di un risparmiatore, residente all’estero, attraverso i suoi codici personali.

Nella sua istruttoria la Consob rilevò che diversi bonifici e assegni furono firmati «a pagamento di debiti di gioco, in quanto il beneficiario è uno dei soci della ricevitoria» di cui nella delibera di radiazione venne omesso il nome.

Il conto finale dell’ammanco è di 692mila euro. Alcune cause civili sono già iniziate, tirando in ballo anche la Mediolanum come responsabile in solido dei fondi svaniti. Per il processo se ne riparlerà a ottobre.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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