Sicurezza
Prendeva a frustate la propria figlia
«Non devi diventare come le tue amiche», e giù botte. Fermato e denunciato il padre-padrone, di origine senegalese
di Sabrina Chiellini
PONTEDERA
«Non devi diventare come loro... come le tue amiche». Non voleva che la figlia minorenne, arrivata da poco tempo dal Senegal a Pontedera, crescesse con le abitudini occidentali, frequentasse i coetanei e avesse i comportamenti degli altri adolescenti italiani. Per il padre-padrone, perché la storia che viene alla luce è proprio quella di un padre che non vuol far crescere in autonomia la figlia, non c'era altro metodo educativo se non quello del rigore che si fa violenza. Grazie alla segnalazione dei medici del pronto soccorso dell'ospedale Lotti che hanno curato la ragazzina dopo che il padre l’aveva picchiata con un frustino, è emersa una drammatica verità, frutto di una cultura e di una mentalità che non riescono a riconoscere pari diritti alle donne.
Ora la minorenne (ha 14 anni, frequenta ancora la scuola media) ha trovato accoglienza in una struttura per ragazzini per tenerla lontano dai maltrattamenti del padre.
«La vicenda è nata dal ricovero in ospedale della ragazza che ha dichiarato di essere stata picchiata dal padre, unico esercente la patria potestà», ha spiegato il dirigente del commissariato di polizia, Luigi Fezza, spiegando che il padre della bambina, un operaio metalmeccanico, è stato denunciato. La madre è in Senegal, la minorenne è arrivata in Italia per vivere con il padre e un fratello maggiore.
Un giorno, dopo essere stata picchiata dal padre sempre per gli stessi motivi, la ragazzina trova il coraggio di chiedere aiuto alla vicina di casa. La donna conosce il suo disagio, decide di chiamare il 118. Al pronto soccorso la figlia, stanca di quella situazione, trova il coraggio e la forza di raccontare tutto. Due giorni di ricovero e la promessa di un aiuto attivando polizia e servizi sociali.
«L'uomo, sentito al riguardo, ha confermato di usare violenza nei confronti della figlia minore per indurla all'obbedienza e per impedirle di uscire con i suoi amici», spiega la polizia che durante le indagini ha trovato riscontri considerati interessanti per dimostrare le accuse. Uno tra tutti il frustino usato per “piegare” la figlia propensa a vivere come le sue amiche.
È emerso che il padre non educherebbe - queste sono le accuse - in maniera adeguata la figlia: non la segue nel percorso scolastico e non le fornisce i necessari strumenti scolastici. Ma, soprattutto, eserciterebbe pressioni psicologiche per condizionare la crescita della bambina. L'uomo non le permetterebbe di frequentare ragazzi e ragazze della propria età.
Il motivo? Incredibile. Lui, il padre che considera il frustino un metodo educativo, non voleva sentire brutte dicerie sul conto della bambina.
«Gli strumenti di correzione usati, secondo i primi accertamenti, andrebbero ben oltre quelli consentiti dalla legge, sfociando in percosse con l'uso di un frustino, che provocano lesioni abbastanza gravi», ha aggiunto la polizia. Il padre è stato denunciato, in stato di libertà, alla procura della Repubblica di Pisa per i reati di abuso di mezzi di correzione, maltrattamenti e lesioni.
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