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Pontedera

Lettera a Napolitano della Confartigianato «Suicidi di Stato»

PONTEDERA. “Quanti ancora non ce la faranno? Quanti ancora dovranno arrivare a questi gesti estremi prima che lo Stato si accorga di loro ?”. Forse è questo il passaggio più sentito della lettera...

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PONTEDERA. “Quanti ancora non ce la faranno? Quanti ancora dovranno arrivare a questi gesti estremi prima che lo Stato si accorga di loro ?”. Forse è questo il passaggio più sentito della lettera aperta che Romano Pucci, neopresidente di Confartigianato Pisa, ha inviato al presidente della Repubblica Napolitano che lui stesso chiama “incarnazione dell'Italia vera”. Due domande che servono per non dimenticare tutte quelle persone che si tolgono la vita perché senza lavoro o perché non riescono più a pagare i debiti, qualcuno li chiama suicidi di Stato. È una lettera sentita che esprime tutto il cordoglio e la rabbia di una categoria, quella degli artigiani e dei piccoli e medi imprenditori, che è schiacciata da anni di crisi e di abbandono da parte istituzioni. Pucci, nella sua lettera diretta e semplice, chiede una presa di consapevolezza da parte dello Stato ed evidenzia come le istituzioni non siano più in grado di agevolare l'attività delle imprese ma, al contrario, pongano mille ostacoli sul loro cammino. La lettera diventa, quindi, non solo una missiva di Confartigianato ma un grido di dolore di tutti gli artigiani e i piccoli e medi imprenditori ai quali la crisi è piovuta addosso. «È una situazione da campo di battaglia – ha dichiarato alla stampa lo stesso Pucci – una battaglia dove ci sono solo vittime e nessun vincitore. Bisogna che dall'alto arrivino degli aiuti. Le banche chiudono in pareggio e lasciano le persone da sole, non è questo il modo di portare avanti lo sviluppo del Paese».

Il presidente Pucci chiede infine al presidente Napolitano di vigilare sul futuro degli imprenditori perché questi possano dare un futuro al nostro Paese che ha registrato un -8,1% del fatturato del comparto manifatturiero e un -16,6% dell'edilizia con una contrazione che mediamente si attesta intorno al 12%.

La Confartigianato, a sostegno della lettera inviata, ha deciso di potenziare le iniziative di ascolto che già vengono svolte da tempo, creando anche uno sportello specifico chiamato “S.O.S. Tengo”. «È un servizio – dicono da Confartigianato – al quale possono rivolgersi gratuitamente tutti i nostri associati per avere prime consulenze legali, finanziarie e fiscali, nonché un valido supporto psicologico».

Cesare Bonifazi

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