Il dolore
Era senza un lavoro da oltre due anni
L’operaio di 45 anni che s’è tolto la vita a Ponsacco non accettava una vita da precario, senza certezze
PONSACCO. Due anni fa aveva perso il lavoro e da quel momento per l’operaio di 45 anni era iniziato un vero calvario. La difficoltà ad accettare una vita con la precarietà di chi non ha un’occupazione stabile e nel frattempo veder crescere la figlia e pensa di non poterle dare certezze. Un malessere che nel tempo ha aumentato i problemi e l’ansia dell’uomo che l’altra sera si è tolto la vita gettandosi dal sesto piano di un palazzo nel centro di Ponsacco. La vittima abitava a San Giuliano Terme con la moglie infermiera e la figlia.
Negli ultimi mesi, però, da quando i problemi erano diventati più difficili da gestire, l’uomo era tornato in famiglia, a casa dei genitori, che abitano nel comune di Lari. Ma neppure questo cambiamento lo aveva aiutato a trovare una maggiore stabilità e la crisi che colpisce anche le aziende della provincia ha reso tutto più complicato.
L’altro giorno, in preda allo sconforto, l’uomo ha girato per le strade di Ponsacco studiando come mettere in atto il suo proposito. Ha parcheggiato la macchina vicino al palazzo da cui poi si è lanciato nel vuoto e che è sede di un istituto di credito. Non ha lasciato biglietti per spiegare il terribile gesto. Ma i carabinieri non hanno dubbi che l’uomo si sia tolto la vita. Non è stata una caduta accidentale. Il 45enne è entrato nel palazzo che probabilmente conosceva, in quanto in passato aveva lavorato per una ditta che monta ascensori. Una volta raggiunto il sesto piano si è lanciato nel vuoto.
Una caduta senza speranza. L’impatto al suolo è stato devastante e l’operaio è morto all’istante lasciando i familiari nella disperazione e con mille domande che restano senza risposta.
A lungo, l’altra sera dopo la tragedia, i carabinieri hanno cercato di ricostruire come l’uomo è arrivato al sesto piano del palazzo di via Togliatti. Poi la notizia ai genitori, alla moglie e alla figlia minorenne: queste ultime abitano in una zona residenziale del comune di San Giuliano Terme.
«Un gesto disperato che nascondeva un grande disagio – sono le parole del sindaco di San Giuliano Terme – che non ci era stato in alcun modo segnalato». La famiglia infatti aveva cercato di fare fronte alle difficoltà dell’operaio con le proprie forze. Un anno fa l’uomo aveva perso un cugino, morto in giovane età in seguito a un incidente stradale. Ieri la famiglia si è chiusa nel dolore chiedendo comprensione per il tragico momento che sta vivendo.(s.c.)
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