«Riaprite subito la Francesca»
Delusione per i cittadini andati in Provincia: le risposte che attendevano dopo la frana non ci sono state
MONTECALVOLI. L’appuntamento è davanti al Bar Barbatrucco a Montecalvoli a metà mattina. Il bus puntualmente si presenta così come gli organizzatori della protesta. Da giorni invitano i cittadini che a più riprese hanno protestato per la chiusura della strada provinciale Francesca al Ponte alla Navetta a fare sentire la loro voce in “diretta”, incontrando il presidente della Provincia, Andrea Pieroni. L’occasione c’è: l’incontro con il presidente organizzato dal sindaco di Santa Maria a Monte, David Turini, ormai arrivato a conclusione del suo mandato. Ma che, sollecitato dalle richieste degli abitanti e dei commercianti di Montecalvoli, tenta la strada del confronto con Pieroni per capire l’orientamento dei tecnici.
Le adesioni al bus non sono quelle che gli organizzatori si attendevano. Sono poco più di venti i cittadini che spendono il loro tempo per andare a protestare. Ma questo non è un problema. «Molti sono al lavoro. La nostra protesta è sostenuta da centinaia di cittadini – ripetono – le attività commerciali rischiano di chiudere se la strada non viene riaperta in tempi rapidi». Anzi, se non viene riaperta subito. «Chi abita a Montecalvoli ma lavora a Pontedera si ritrova con le tasche più leggere. La benzina costa e ogni giorno dobbiamo percorrere molti chilometri in più. C’è tanta rabbia», dice Enza prima di salire sul bus. C’è chi per evitare disagi percorre una strada vicino allo scolmatore dell’Usciana che però non è senza rischi.
Alla partenza da Montecalvoli i più credono di tornare a casa con le prime risposte al problema. Non sarà così e prima di pranzo sarà chiaro.
Gli animi di scaldano subito, all’arrivo davanti al palazzo della Provincia. Loro, i cittadini, non possono entrare. Restano fuori ad attendere fino a quando il sindaco di Santa Maria a Monte non ottiene l’ok di Pieroni. Potranno attendere nella sala del consiglio provinciale. Dopo l’incontro “tecnico” tra amministratori saranno ascoltati. Quando il presidente Pieroni parla di «tempistica non prevedibile» gli sguardi dei cittadini si incontrano. Le proposte di una strada alternativa da realizzare vicino al fronte della frana, avanzate da alcuni cittadini, vengono bocciate. Non sono attuabili per varie ragioni tecniche, spiega Pieroni: «Siamo nella golena del fiume».
Il gestore del distributore Beyfin, Antonio Cerone, è il primo a perdere la pazienza. «Avete speso i soldi male – dice – per fare lavori che non sono serviti a niente. Ora dovete dirci quando la strada sarà riaperta». Alessandro Tantussi, uno degli animatori della protesta, ribadisce la richiesta di soluzioni definitive e insiste sulla strada alternativa da realizzare. Il volume delle voci si alza. «Aprite poche ore al giorno, mettete un cantoniere a vigilare la frana, cartelli che segnalano il pericolo»: chiedono i cittadini. Idee e suggerimenti restano senza via d’uscita e i tempi di riapertura non arrivano.
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