Il Tirreno

Pontedera

«Faceva bella figura e lo avrei nominato con la 5ª elementare»

di Francesca Suggi
«Faceva bella figura e lo avrei nominato con la 5ª elementare»

Incarichi, una questione di fiducia: il sindaco in udienza «Lui non aveva bisogno di un titolo per essere scelto»

4 MINUTI DI LETTURA





VOLTERRA. «Se Orsi le avesse detto “ho la quinta elementare, però andando in giro, si presentava bene, capiva le cose, sapeva di che parlava lo avrebbe nominato lo stesso?». Non ci gira intorno il presidente del collegio giudicante. E a domanda diretta, il sindaco Marco Buselli risponde: «Sì».

Il primo cittadino è sentito come teste, lui che a nome del Comune, presenta un esposto alla Procura della Repubblica per denunciare Emanuele Orsi (e poi si costituisce parte civile). Lui è il "super" manager dai titoli fasulli, al centro del processo che lo vede accusato di falso ideologico, truffa e peculato in relazione ai contenuti dei curricula e ai compensi ricevuti, secondo l'accusa, senza averne titolo. Al manager del nord Italia il sindaco di Volterra aveva conferito (incarico diretto) la presidenza del S. Chiara e il timone, come amministratore unico di Asv (più era consigliere politico personale dell'assessore Moschi).

Da quello che Buselli depone, durante l’udienza, sembra sgretolarsi la tesi secondo cui gli incarichi pubblici conferiti erano direttamente determinati dai curricula presentati.

Mi aveva ispirato fiducia. «Sì il curriculum, però alla fine quello che conta è la persona, era una nomina fiduciaria: quando l’ho portato nei contesti, anche economico-bancari, ha fatto, faceva, bella figura». Il primo cittadino parla di Orsi. Il presidente dell’organo giudicante vuole conferme: «Vuol dire che più che il curriculum, è il modo di presentarsi che l’aveva convinta?». E il sindaco: «Non era per me un problema se si era laureato a Milano o a Canicatti». E ancora, il presidente: «Questa era una nomina veramente fiduciaria perché la persona le aveva ispirato fiducia? Indipendentemente dai titoli». Secco Buselli: «Sì, sì». A questo punto la parola passa al pubblico ministero Giovanni Porpora, titolare dell’inchiesta: cerca conferme rispetto a quanto i titoli dei curricula (poi risultati fasulli) abbiano realmente influito sulla nomina. «Se non avesse lavorato presso Fontana, Berg e dottorando alla Bocconi, lo avrebbe nominato?». Il sindaco è generico. Il pm lo richiama alla chiarezza. «Questi titoli hanno influito o no sulla nomina? Che poi è quello che ha detto nella fase delle indagini». Buselli: «Sì, cioè». Emerge contraddizione. E allora Buselli corregge il tiro: «Voglio essere più chiaro, lui non aveva bisogno di avere un titolo per essere nominato». Il presidente chiede ancora: «Vogliamo sapere se è stato fondamentale il titolo di studio per la nomina». Il sindaco conferma: «No, fondamentale no, per come la penso io». Il pm si irrigidisce: «Premesso che Orsi non è laureato, perchè ha solo una triennale in una università privata, premesso che lei ha presentato anche un esposto alla Procura per denunciare i fatti, oggi viene a dire che lo avrebbe nominato, a prescindere dai titoli e dall’esperienza lavorativa?». Le risposte sono vaghe.

Quel documento non protocollato. Il pubblico ministero è incalzante. Pretende dal sindaco Buselli una risposta precisa: quel fatidico curriculum legato alla nomina di Orsi a presidente del S. Chiara (luglio 2009), il primo cittadino lo ha visto prima, o dopo, il conferimento dell’incarico pubblico? Più volte il pm ripete la domanda. «Io il giorno preciso non me lo ricordo, prima sicuramente di aver firmato la nomina effettiva...era un foglio che, come si può vedere, non è firmato, e qui magari è stata un po’ di ingenuità», ammette. E manca pure il numero di protocollo, come nota il magistrato. «E’ sfuggito alla mia attenzione questo particolare», ribatte Buselli. Il sindaco cerca di dare conferme. «Comunque il fatto che non sia stato protocollato e quindi che si possa dire, che in qualche maniera, non corrisponde al curriculum di Orsi, è stato poi successivamente confermato dallo stesso Orsi con due mail».

Quelle date. L’inquirente si concentra sulla tempistica. «Di che data?». Buselli parla dell’8 novembre 2010: il documento è protocollato con questa data, come afferma il sindaco. Il magistrato torna sulle date, questa volta delle e-mail inviate da Orsi. Il curriculum del S. Chiara viene inviato il 6 settembre 2010, per l’altro relativo ad Asv si parla del 6 dicembre 2009. Il presidente del collegio giudicante rileva discrepanza: nomine del 2009 e invio del curriculum un anno dopo. Buselli cerca di chiarire: «Quando ci fu la polemica (il sindaco fa riferimento al caso dei titoli fasulli scoperto da Il Tirreno) io invitai un consigliere ad andare a visionare il cv e quel giorno, nella confusione, nel fascicolo non c’era, l’impiegata non lo trovò e io le dissi “questo lo chiede ora, facciamocelo dare subito, chiediamolo anche per mail”». La lista dei titoli, quindi, viene richiesta per un problema contingente, come fa rilevare il presidente dell’organo giudicante. Buselli conferma.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa