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La storia del paese regalata alla parrocchia

La storia del paese regalata alla parrocchia

SOIANA. Un raccolta di documenti di grande rilevanza storiografica, una serie di testimonianze scritte che coprono mezzo millennio di vita di paese, ma soprattutto un vero e proprio tesoro che dopo...

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SOIANA. Un raccolta di documenti di grande rilevanza storiografica, una serie di testimonianze scritte che coprono mezzo millennio di vita di paese, ma soprattutto un vero e proprio tesoro che dopo quaranta anni torna ufficialmente alla comunità di Soiana. Si è tenuta nella frazione terricciolese la cerimonia ufficiale di consegna di sei volumi, conservati per decenni dalla famiglia Mostardi e ora passati alla parrocchia di Sant'Andrea Apostolo. Alla presenza del sindaco Antonietta Fais, Giuseppe Mostardi e don Bruno Nuti hanno apposto le firme in calce al documento che ha sancito il passaggio. «La storia di questi volumi – spiega Mostardi – è curiosa: negli anni '70 mio padre Andrea si trovò a passare di fianco alla chiesa di Soiana, e si accorse che qualcuno stava bruciando qualcosa. Si trattava del parroco di allora, che per fare spazio all'interno della struttura stava dando fuoco a quelle che lui definiva vecchie cartacce. Mio padre allora si fece consegnare i documenti rimasti, circa duemila pagine di dati, resoconti, verbali e curiosità, che per tutta la sua vita ha custodito gelosamente». I documenti sono legati alla vita della scomparsa Confraternita della Compagnia, un'associazione di solidarietà che ha operato dal XVI al XX secolo nel territorio soianese. Ci sono per esempio dati relativi al terremoto di Orciano, schizzi e bozzetti delle statue all'interno delle chiese, istruzioni sui paramenti da utilizzare. «Ci sono molti ragazzi – conclude Mostardi – che per i loro studi hanno consultato questi fogli, e uno di loro li ha anche fotocopiati per intero. Una risorsa importante per la nostra comunità e per gli storici che si occupano del territorio, e sono felice di essere riuscito a conservarli e a consegnarli finalmente nelle mani del nostro parroco. Negli ultimi 40 anni non era mai stato possibile, ma la volontà di mio padre, così come la mia, è sempre stata quella di riportare tutto dove era stato preso». (n.c.)

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