La manifestazione
Outlet “congelato” il finanziamento non è più disponibile
Crespina, il progetto della cittadella della moda si allontana L’imprenditore del Nord investe in un’altra operazione
CRESPINA. I finanziamenti non ci sono più. Di fronte alla mancanza totale di cash non c’è cordata che tenga e il destino del maxi outlet di Lavoria sembra destinato al naufragio.
Il pessimismo - anche se ancora il progetto non è stato del tutto accantonato – arriva dall’imprenditore bresciano Andrea Pirani, che presiede e amministra la Versilia Investimenti, società nata ad hoc, nel giugno scorso.
Crisi generale, ritardi, cambiamenti nell’assetto societario, questioni di risorse: i nodi da sbrigliare sono tanti e forse l’operazione sta diventando “fuori tempo massimo”.
«Noi avevamo già ottenuto i finanziamenti dalle banche, c’era la delibera del Monte dei Paschi: poi quando la banca austriaca Raiffeisen è uscita di scena la situazione si è complicata e adesso quei soldi non ci sono più», fa il punto della situazione il numero uno della società, che tra le altre cose, sta investendo in un progetto outlet in Emilia Romagna.
Fu proprio lui, nei mesi scorsi, a prendere contatti e a stringere una sorta di dichiarazione di intenti con la Cna. Il nuovo partner sarebbe dovuto essere, di fatto, il braccio operativo di questa cittadella delle griffe low cost da 600 posti di lavoro qualificato (mediamente 4 addetti per ogni attività), un centinaio di negozi, 25 mila metri quadri. «Purtroppo mancando adesso i finanziamenti, tutto si congela», continua Pirani.
Altra matassa, considerati i ritardi e le lungaggini, è rappresentata dalla commercializzazione. Ovvero le brand che si sarebbero dovute insediare all’interno dell’eco-outlet.
«Avevamo fatto una sorta di pre contratti, ma in questa situazione decade ogni cosa».
Il futuro del progetto, caldeggiato e supportato sin dall’inizio (oltre 5 anni fa) dal sindaco Thomas D’Addona, è tutt’altro che roseo.
Dall’altra parte c’è ancora Francesco Casprini, presidente della Crespina Investimenti, la società che ha promosso e portato avanti sin dall’inizio l’idea e il progetto della cittadella della moda.
«Noi abbiamo esplicitamente detto a Casprini che se lui trova partner o cordate di imprenditori disposti ad investire, noi ci facciamo da parte, non vogliamo ostacolare in alcun modo l’operazione».
Il problema è questo: mancano persone disposte a tirare fuori cash per dare gambe al progetto. E pure i terreni, in quel di Lavoria, sopra i quali sarebbe dovuta spuntare la cittadella, adesso non sono più opzionati (come si dice in gergo tecnico).
«Oggi i contratti che avevamo fatto con i proprietari dei terreni sono scaduti, noi li abbiamo lasciati liberi di fare di quegli appezzamenti ciò che vogliono».
Nel cassetto del Comune, aimé, ci sono e per adesso restano ancora i permessi a costruire. Tutto a livello urbanistico è stato pianificato da tempo, perché da anni ormai il paese aspetta la realizzazione di quello che sembra, sempre più, un miraggio della moda.
Ma la crisi non risparmia nessuno e travolge intenti e volontà. Quegli intenti di cui da tempo si parla e che hanno portato centinaia di giovani di tutta la Valdera e ben oltre a inviare curricula, nella speranza un giorno di poter lavorare là dentro.
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