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Pontedera

Il testamento biologico a Lajatico ora si può fare

Approvata l’istituzione del registro nel quale indicare le proprie volontà Dopo Pisa e alcuni Comuni del Valdarno, è la prima volta che avviene in Valdera

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LAJATICO. Pisa è stata la prima ad approvarlo: addirittura quattro anni fa. Adesso, a seguire l’esempio, è arrivato Lajatico:primo Comune della Valdera ad approvare il registro del cosiddetto “testamento biologico”, vale a dire quel registro nel quale è possibile raccogliere le dichiarazioni di volontà dei cittadini sul trattamento sanitario da accettare o meno in caso di incapacità d’intendere e di volere per la sopravvenuta malattia.

Nella provincia di Pisa, dopo il capoluogo, altre amministrazioni avevano deciso di istituire questo registro: è attivo a San Miniato e a Montopoli.

Lajatico, è il primo Comune tra quelli che appartengono all’Unione della Valdera, ad aver approvato il testamento biologico.

«Abbiamo voluto dare lo strumento per rispettare le volontà dei singoli per quanto riguarda la donazione di organi o trattamenti sanitari nel caso che l’individuo non abbia, nel momento della necessità, la facoltà di esprimere il proprio volere - commenta il sindaco Fabio Tedeschi – Quello che abbiamo da poco approvato, è un importante documento che rispetta chi “crede” in questa decisione preventiva».

Il registro, che è “tenuto”nella Casa comunale, funziona con regole precise, che sopn ostate stabilite proprio nell’atto della approvazione.

Gli interessati dovranno compilare un apposito modulo in cui rendere nota la scelta di essere, o non esser sottoposti a particolari trattamenti terapeutico o di sostegno (alimentazione o idratazione forzata) in caso di malattia o lesione traumatica cerebrale invalidante e irreversibile.

Purché a tale decisione si sia giunti nel pieno delle proprie facoltà mentali e in totale libertà di scelta, e a patto di aver indicato nel documento un proprio rappresentante di fiducia cui affidare l’esecuzione della volontà.

Il testamento deve essere consegnato in una busta chiusa che, oltre al testamento, deve contenere la fotocopia di un documento di identità della persona che lo ha redatto e anche della persona che funge da fiduciario.

Siccome non esiste ancora in Italia una legge specifica sul testamento biologico, la formalizzazione per un cittadino della propria espressione di volontà riguardo ai trattamenti sanitari che desidera accettare o rifiutare può variare da caso a caso, anche perché il testatore scrive cosa pensa in quel momento, spesso riferendosi ad argomenti eterogenei come donazione degli organi, cremazione, terapia del dolore, nutrizione artificiale e accanimento terapeutico, e non tutte le sue volontà potrebbero essere considerate legalmente accettabili.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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