Sicurezza
Manifesti Cgil listati a lutto per le iniziative del Primo maggio
Scompare anche la parola “festa” dai volantini con cui si annunciano le celebrazioni di mercoledì Contino e Benvenuti: «Se a livello nazionale non cambieranno le cose, sarà la morte dell’occupazione»
SANTA CROCE SULL’ARNO. Una striscia nera obliqua nell’angolo in alto a destra sul manifesto che annuncia la manifestazione per il Primo Maggio e la scomparsa della parola “festa” dal volantino con il quale si spiega il programma della giornata. Due particolari che la dicono lunga sul clima di quella che un tempo era la celebrazione dei lavoratori. «Quest’anno siamo listati a lutto, per vari motivi, tra cui quello principale è l’avvicinarsi della morte del mondo occupazionale se non cambieranno le cose a livello nazionale», dicono Domenico Contino e Stefano Benvenuti, esponenti della Cgil di Santa Croce sull’Arno. Il lutto è stato scelto dal sindacato a livello provinciale e accompagnerà le manifestazioni di San Miniato, per il comprensorio del Cuoio, a Pomarance per la Valdicecina e a Montecalvoli. Un segnale importante che testimonia quanto sia pressante la necessità di parlare di lavoro. «E che invece è completamente sparito dall’agenda politica dei partiti – aggiunge Contino – mentre invece riteniamo sia la voce principale dalla quale l’Italia dovrà trarre i risultati per uscire dalla crisi».
Ma non basta parlare di lavoro e occupazione per uscire dalla crisi. «Se fosse così facile sarebbe bello – dicono i due della Cgil –. Invece bisogna creare nuovi posti, allentando i paletti del patto di stabilità, ma anche valorizzando salari e pensioni con aumenti che servirebbero per alzare il livello dei consumi interni, mai così bassi da anni e anni». Una prospettiva che si addice bene alla realtà della zona toscana del cuoio, dove la situazione è sicuramente migliore rispetto ad altri territori. «Anche se al Centro per l’Impiego di Santa Croce sull’Arno i disoccupati sono aumentati di 1.500 unità negli ultimi anni – riprende Contino –. D’altra parte, il flusso di lavoro per le concerie e le aziende del settore deriva dal mondo della moda che è trainante per l’economia in questo momento. Ma che ha la sua base essenzialmente nelle esportazioni. La richiesta proveniente dal mercato interno è pressoché pari a zero». Secondo i due esponenti della Camera del Lavoro santacrocese, però, dovrebbero anche essere messi in pratica interventi a livello fiscale e normativo per rimettere in moto la macchina occupazionale. E qui arrivano le critiche ai partiti, anche alla sinistra italiana, che «hanno davvero offerto una brutta prova negli ultimi mesi. Servono cambiamenti radicali, altrimenti il lavoro è destinato a morire definitivamente. E questo non ce lo possiamo davvero permettere». La decisione di listare a lutto i manifesti e di togliere la parola “festa” dal manifesto rappresentano bene la situazione. Ma c’è anche un altro aspetto del mondo occupazionale che non si può sottovalutare. Così com’era avvenuto l’anno scorso, anche in questo Primo Maggio la Cgil manifesterà da sola. «Le altre sigle sindacali hanno preferito fare altro – dicono ancora Contino e Benvenuti –. La Cisl, in particolare, non ha dato la disponibilità preferendo partecipare alla loro manifestazione nazionale che si svolgerà a Perugia. La stessa motivazione dell’anno scorso».
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