Il Tirreno

Pontedera

Il paese riabbraccia la propria chiesa

di Sara Lucchesi
Il paese riabbraccia la propria chiesa

Dichiarata inagibile dal 2008, era stata sostituita da una tensostruttura installata a Montecalvoli Basso

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SANTA MARIA A MONTE. «Dire che sono soddisfatto è poco».

Così monsignor Fausto Tardelli, vescovo della diocesi di San Miniato, ha iniziato il suo discorso per l'inaugurazione della chiesa di Montecalvoli, riaperta dopo 4 anni di restauri al tetto e al campanile.

«Aprire di nuovo la chiesa – ha detto Tardelli – significa ridare vita ad uno spazio antico di aggregazione e onora il sangue, la fatica e le speranze di tanti che per queste mura sono passati. Quando si mette mano a qualcosa da ricostruire, lo si fa pensando al futuro; questo significa che c'è ancora speranza, ed è proprio della speranza che abbiamo bisogno».

Il vescovo ha voluto ringraziare tutti coloro che hanno partecipato in diversa maniera a questa ristrutturazione, in particolare l'amministrazione comunale, che giunge al termine del proprio mandato. Il sindaco David Turini si è infatti detto anche lui soddisfatto e contento di poter vedere la chiesa riaperta prima della fine della sua legislatura.

«Tutta l'amministrazione – ha affermato il primo cittadino – ha fatto quello che andava fatto per la comunità di Montecalvoli, e pensiamo di aver aperto una strada di collaborazione tra autorità laiche ed ecclesiastiche che ci auguriamo porti alla realizzazione di altre opere, come la chiesa di Ponticelli, anche sotto la prossima amministrazione».

Un grande ringraziamento è andato anche al parroco di Montecalvoli, don Raimondo Gueli, per il quale è scattato un grande applauso spontaneo da parte della comunità e che, secondo l'architetto Silvia Lensi, «ha seguito i lavori passo passo, come un vero padre di famiglia».

Don Raimondo, 48 anni, ci tiene a raccontare come ha vissuto questi quattro anni con la sua parrocchia e racconta l'emozione di rientrare in una chiesa che «tanti dei bambini del catechismo non ricordavano più».

«A differenza da quanto è stato detto da alcuni – ha voluto evidenziare don Raimondo – in chiesa non c'è mai stato nessun crollo, ma ci siamo accorti, a partire dal 2006, che la copertura del tetto presentava dei danni dovuti al sottodimensionamento di alcuni elementi strutturali e alla cattiva manutenzione che rendevano l'intero edificio pericoloso». Aggravatosi poi il danno per le frequenti piogge, la chiesa è stata dichiarata inagibile e chiusa nel 2008. Grazie anche al sostegno finanziario della Cassa di Risparmio di San Miniato e dell'amministrazione comunale sono partiti i lavori di ristrutturazione, coordinati dall'ingegner Gronchi e dall'architetto Lensi. Lavori che, come hanno entrambi ricordato, non sono visibili ad occhio nudo, ma hanno rimesso in sicurezza il tetto e il campanile. La comunità di Montecalvoli, trovatasi quindi senza chiesa, ha potuto in questi anni usufruire di una tensostruttura installata a Montecalvoli Basso. Il tendone sarà adesso smontato e venduto, per contribuire al pagamento dei lavori. Il consiglio pastorale di Montecalvoli, a nome di tutta la comunità, si è detto orgoglioso di questo risultato collettivo.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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