Sicurezza
Il giallo del curriculum prima non c’è, poi appare
VOLTERRA. Prima non c’è. Poi appare, a Palazzo dei Priori, all’interno del fascicolo S. Chiara, non protocollato. Un foglio bianco, zeppo di titoli risultati poi fasulli, senza una firma. Niente....
VOLTERRA. Prima non c’è. Poi appare, a Palazzo dei Priori, all’interno del fascicolo S. Chiara, non protocollato. Un foglio bianco, zeppo di titoli risultati poi fasulli, senza una firma. Niente. Diventa praticamente un rompicapo trovare “alla prima” il curriculum di Emanuele Orsi: il giudice Pietro Murano, l’avvocato della difesa Marco Rezzonico, il legale di parte civile nominato dal Comune di Volterra rappresentato da Giancarlo Altavilla e il pm che segue l’inchiesta Giovanni Porpora ascoltano i testi per sviscerare ogni passaggio di uno dei curricula dell’imputato Orsi.
Lui è il “super” manager dai titoli fasulli, al centro del processo che lo vede accusato di falso ideologico, truffa e peculato proprio in relazione ai contenuti dei curricula e ai compensi ricevuti, secondo l’accusa, senza averne titolo. Al manager del nord Italia, infatti, il sindaco di Volterra Marco Buselli aveva conferito (incarico diretto) la presidenza del S. Chiara e il timone, come amministratore unico di Asv (senza dimenticare la sua nomina a consigliere politico personale dell’assessore Moschi). Nell’udienza finale, prima della discussione e della sentenza fissata per novembre, sfilano i testi. «Una mattina uno dei consiglieri di maggioranza ebbe accesso agli atti per vedere il curriculum di Orsi, io lo cercai dentro al fascicolo ma non lo trovai, c’era un grosso disordine», dice la sua versione dei fatti la segretaria Lucia Mazzinghi. Nel fascicolo c’erano altri curriculum . Tutti tranne quello di Orsi. «Quando si rimise ordine saltò fuori», continua. Mazzinghi parla di una telefonata ricevuta dalla segretaria di Asv, Lisa Provvedi, pure lei alla ricerca dello stesso documento perché richiesto in assemblea dei soci dell’azienda, quando Buselli propose Orsi come amministratore unico (la segretaria Asv poi smentisce di aver chiamato Mazzinghi). Il giudice incalza la segretaria del sindaco su come ha conosciuto Orsi. «Entrava e usciva dall’ufficio del sindaco». Dettagli precisi arrivano dagli altri testi, Fabio Bernardini e Luigi Cocucci (prima in maggioranza, attualmente all’opposizione con Progetto Originario). Fu Cocucci a chidere l’accesso agli atti, andando contro la sua ex maggioranza. «All’inizio mi dissero che il curriculum era al S. Chiara, poi che non si trovava, infine ce l’ho fatta: me lo fornì la segretaria Mazzinghi e vedemmo che non era protocollato». Cocucci ricorda la prima volta che sentì parlare di Orsi: «In una giunta allargata, Moschi ci disse che l’assessorato al bilancio l’avrebbe preso lui perché aveva un amico laureando alla Bocconi specializzato in bilanci». Arriva il momento dell’altra segretaria del sindaco, Rosanna Lazzerini: «Confermo che il cv non era allegato alla determina di nomina a presidente del Santa Chiara, era solo dentro». La questione è delicata: arriva la teste Lisa Provvedi, segretaria Asv, presente alla nomina di Orsi come amministratore. «All’assemblea dei soci Buselli introdusse il dottor Orsi, ma non parlò di titoli: nel fascicolo il curriculum non c’era e il sindaco di Montecatini lo chiese esplicitamente». L’assemblea dice sì: a Orsi viene data la carica, ma il curriculum non c’è. «L’ho chiesto all’interessato – continua Provvedi – lo mandò dopo un mese. Non ho chiamato Mazzinghi». Intanto prende la parola il giudice: «Come influiva sulla nomina il curriculum? Se non fosse arrivato? Qualcuno dei soci poi è venuto a vederlo?». Provvedi è in difficoltà: «Orsi è stato accettato sulla parola, nessuno è venuto a vederlo».
Francesca Suggi
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