Sicurezza
Sos per la fragola di Terricciola: ipotesi consorzio
I produttori sono rimasti in pochi e la loro attività è rallentata parecchio. Se ne occuperà il consiglio comunale
TERRICCIOLA. Un consorzio per salvare il frutto della primavera. Un' unione delle poche forze rimaste per far sopravvivere la produzione di fragole del borgo di Terricciola. Una tipicità del territorio che oggi, come non mai, sta vivendo un periodo di grande crisi.
«Siamo rimasti in pochi, tutti più o meno piccoli produttori a gestione familiare che, come me, vanno avanti fino a che reggono le forze», racconta Alberto Baldi, che da 20 anni almeno produce quel frutto che la leggenda fa nascere dalle lacrime versate da Venere alla morte del bellssimo Adone.
Una produzione che negli anni non è mai stata protagonista di un salto di qualità. «Purtroppo – aggiunge – la nostra mentalità è sempre stata sbagliata, non ci siamo mai uniti fondamentalmente perché nessuno vuole mischiare con l'altro la raccolta e ci siamo sempre comportati in questo senso da cani randagi e adesso ne paghiamo le conseguenze».
Negli ultimi dieci anni almeno tre o quattro mini aziende sono sparite. E oggi ne resta un numero che non supera le dita di una mano. Mancanza di ricambio generazionale, età dei produttori che avanza, costi che aumentano, concorrenza: le ragioni sono molteplici. «Ognuno ha il suo pezzo di terra e si coltiva quello», afferma Giancarlo Carloni, altro piccolo produttore di 73 anni che in una stagione riesce a mettere insieme 80 quintali di fragole. Anche lo stesso sindaco Antonietta Fais è consapevole di questa parabola discendente. «Il settore è in crisi e il momento difficile, tanto che alcuni produttori hanno rallentato l'attività». Mai, la categoria, ha bussato alla porta del Comune per chiedere un aiuto su come rilanciare il prodotto. «Riunirli in un consorzio sarebbe utile, sia per tutelare maggiormente la produzione, sia per abbattere anche i costi di acquisto piante e di smaltimento, ma non è mai stata avanzata una proposta del genere da parte loro». E a Terricciola manca persino un monitoraggio sulla quantità stagionale di fragole prodotte.
Ad avanzare una proposta di rilancio è il gruppo di opposizione “Terricciola siCura”.
«La fragola prodotta nel nostro comune – sottolinea Matteo Arcenni – ha le caratteristiche per ottenere una certificazione che ne esalti le qualità e ne sviluppi ancora di più il commercio, per questo chiediamo che siano istituite le pratiche per realizzare un consorzio che raggruppi i produttori locali, mirando ad ottenere la certificazione di qualità e la promozione della fragola di Terricciola». L'idea, messa nero su bianco attraverso una mozione, verrà discussa nel prossimo consiglio comunale.
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