Il dolore
S. Croce come Bancalandia in arrivo c’è il 28º istituto
Il record figlio del distretto conciario: nel comune c’è una banca ogni 76 imprese Lavori in corso in piazza Matteotti dove aprirà entro giugno la Bcc di Fornacette
SANTA CROCE SULL’ARNO. È forte. Nonostante i contraccolpi della crisi. L’odore dei soldi nel distretto conciario si avverte. Non è intenso come un tempo, ma stuzzica ancora gli appetiti di chi della gestione dei risparmi fa il suo mestiere. Sono ventisette tra banche e sportelli che a diverso titolo gestiscono i risparmi dei santacrocesi e prima dell’estate il conto salirà a ventotto.
«È un segno di vitalità del sistema produttivo – afferma il sindaco di Santa Croce sull’Arno Osvaldo Ciaponi –. Le banche prima di aprire uno sportello fanno delle analisi del mercato locale ed evidentemente qui ci sono le condizioni per lavorare. Non c’è un istituto che abbia aperto e non sia sopravvissuto».
Gli istituti di credito arrivati negli anni del boom del cuoio hanno messo radici e altri negli anni si sono fatti spazio. C’è l'imbarazzo della scelta. Un affollamento che vale un primato. Ogni 503 abitanti c’è uno sportello che offre servizi bancari, uno ogni 203 famiglie. Un record che è figlio del cuoio. Sono 2.135 le imprese, non solo conciarie, attive nei confini del comune. In pratica, una torta che spartita tra le banche con criteri da media aritmetica ne assegna 76 a ciascuna. Del resto, il rapporto tra numero di residenti e sportelli suggerisce di guardare alle attività produttive, ai volumi delle operazioni bancarie che a queste fanno capo e quelli del credito che movimentano. L’ultima ad arrivare è la Banca di credito cooperativo di Fornacette. I lavori per allestire la filiale sono già in corso nell’edificio che affaccia su piazza Matteotti. Una location a due passi dal cuore finanziario della città.
È nella cornice di piazza del Popolo che si colgono i segni del primato da “city finanziaria”. Basta un colpo d’occhio e la dimensione del fenomeno è subito chiara. In pochi metri ci sono quattro istituti di credito, che salgono a otto se ci si affaccia nelle vie traverse. Spulciando gli annali della Banca d’Italia emerge il peso specifico di Santa Croce. Il totale dei depositi a fine 2012 si è attestato a 324 milioni e 30mila euro. Ma è soprattutto il volume degli impieghi a svelare l’arcano, tre volte tanto dei depositi, per un totale di 936 milioni e 96mila euro.
Il tessuto dei servizi bancari ha preso consistenza col crescere del peso specifico del distretto del cuoio. Una catena di aziende manifatturiere a cui si sono affiancati studi di consulenza e professionali che hanno accompagnato e seguono lo sviluppo delle aziende. Anche questi si servono delle banche e non sono nel computo che fa di Santa Croce la city del credito locale. Chi ha la memoria lunga ricorda che in città negli anni Sessanta la realtà del credito era ben altra. C'erano gli sportelli storici, la Cassa di risparmio di San Miniato, la Banca Toscana (oggi Mps) e poco altro. Poi è arrivata la liberalizzazione che ha aperto la porta all’insediamento per altri istituti. E quella porta l’hanno attraversata in molti.
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