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L’annuncio di Massimo e Luca: «Ci faremo preti»

L’annuncio di Massimo e Luca: «Ci faremo preti»

CRESPINA. Domenica scorsa, in occasione della cinquantesima Giornata di preghiera per le vocazioni, due allievi del seminario della diocesi di San Miniato, Luca Carloni e Massimo Meini, hanno...

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CRESPINA. Domenica scorsa, in occasione della cinquantesima Giornata di preghiera per le vocazioni, due allievi del seminario della diocesi di San Miniato, Luca Carloni e Massimo Meini, hanno manifestato pubblicamente la loro candidatura per l’ammissione agli ordini sacri, cioè hanno intenzione di farsi preti.

Luca, poco più che ventenne, è originario di Crespina ed è cresciuto in Azione Cattolica. Massimo, 37 anni, nativo di Vicarello, si è poi trasferito a Perignano e dopo un lungo percorso ha maturato la decisione di entrare in seminario. Entrambi hanno parlato della scintilla che ha fatto sbocciare la loro vocazione.

«Il desiderio di diventare sacerdote – ha spiegato Massimo Meini – si fece velatamente sentire durante l’infanzia, ma non ne parlai con il mio parroco, don Giovanni Dini, dedicandomi con vivo interesse alle attività parrocchiali. Il periodo immediatamente post-adolescenziale, invece, non è stato per me facile: nei primi anni della università monsignor Giovanni Dini iniziava a sentire il peso dell’età e si ritirava dall’esercizio del ministero; vedevo molti dei miei compagni abbandonare la parrocchia, spinti dalle seduzioni, tipiche della prima giovinezza, dalle discoteche e dalla vuota brama di uscire fuori dai “soliti schemi”. I miei amici e conoscenti, anche in ambito universitario, conoscevano la mia fede cattolica, ma mi lasciavo sopraffare da tutti questi cambiamenti e cessavo ogni diretto impegno parrocchiale. Poi, però, dentro di me sentivo sempre il vuoto di qualcosa che mi era venuto a mancare. Lentamente realizzavo quanto avessi posticipato Dio a me e, per orgoglio, mi ostinavo a non riconoscerlo: di fronte alla perdita del sacerdote che da sempre mi seguiva, mi sono ripiegato su me stesso, scegliendo la via più semplice. Ma Dio c’era: in tutto questo percorso non mi abbandonava; era come se, in un certo senso, percepissi la sua attesa».

«Non è facile raccontare – ha ammesso invece Luca Carloni – la vocazione, anche perché è come se si chiedesse ad una coppia sposata di raccontare il loro amore. Intanto, posso dire che è tutto Gesù, è tutto lui che viene incontro a noi e ci prende per mano. È lui che, come con Pietro, cambia il verbo “amore” passando lui stesso dall’amore divino, irraggiungibile per le nostre possibilità, all’amore umano. Questo è quello che il Signore ha operato su di me sino a questo momento e, a Dio piacendo, continuerà ad operare in me fino alla fine».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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