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In trecento costretti a letto in Valdera dai virus “poveri”

In trecento costretti a letto in Valdera dai virus “poveri”

PONTEDERA. Un clima incerto e temperature oscillanti stanno facendo, in questi giorni, parecchi danni. Saranno 300 le persone in Valdera che avranno problemi di salute questa settimana (in linea...

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PONTEDERA. Un clima incerto e temperature oscillanti stanno facendo, in questi giorni, parecchi danni. Saranno 300 le persone in Valdera che avranno problemi di salute questa settimana (in linea con la media nazionale), per l’imprudenza nel vestirsi improvvisamente leggeri come se fosse estate piena. Gli sbalzi continui di temperatura ed umidità hanno infatti favorito il potenziamento e l’azione dei virus “poveri”, quelli cioè parainfluenzali a localizzazione respiratoria ed intestinale.

«Il freddo – spiega il virologo dell’Università di Milano, Fabrizio Pregliasco – blocca nei polmoni la fuoriuscita normale del catarro che via via si produce. Il catarro scende, ristagna ed i virus agiscono con la comparsa di febbre e tosse. Altri, invece, attaccano l’intestino con la comparsa di dolori addominali anche intensi e diarrea».

Inutile dire che le nostre nonne, attraverso la loro infinita saggezza, lo avevano già detto. Ricordate? “Aprile, non ti scoprire” e “Di maggio e di maggione, non ti togliere il pelliccione”. E così, puntualmente, è stato. Chi abbia azzardato, probabilmente sta già pagando le conseguenze di una pericolosa “pettata”. “Pelliccione” di fatto è la classica e tradizionale maglia della salute, troppo spessa ritenuta inutile e fuori moda, non più cioè al passo con i tempi. Errore: ancor oggi protegge maggiormente se di lana, perché trattiene il calore del corpo e, in caso d’esposizione al sole, evita la formazione di sudore (ovviamente alle temperature di questi giorni) ed i rischi di un eventuale, rapido raffreddamento. Un discorso che si dimostra valido sia per gli adulti che per i bambini. Ma c’è chi sostiene, soprattutto nella leggenda contadina, come questo indumento non perda la propria validità se indossato al contrario per tutto il corso dell’anno. Il suggerimento di Pregliasco è dunque quello di vestire “a cipolla”, cioè a strati, così da gestire in modo attento e prudente il rapporto con l’ambiente, di questi giorni per la verità assai mutevole. Quindi, dato che le previsioni meteo parlano d’una alternanza di bello e cattivo tempo ancora per un po’, appare comprensibile muoversi con cautela. Inutile e controproducente sarebbe, in sostanza, anticipare volutamente il calendario.

Gian Ugo Berti

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