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«In quattro anni i prezzi del grezzo sono lievitati»

«In quattro anni i prezzi del grezzo sono lievitati»

SANTA CROCE SULL’ARNO. «Il nostro settore non può dire di non avere il supporto degli istituti di credito, basta guardare a Santa Croce sull’Arno dove si contano 27 sportelli bancari, che presto...

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SANTA CROCE SULL’ARNO. «Il nostro settore non può dire di non avere il supporto degli istituti di credito, basta guardare a Santa Croce sull’Arno dove si contano 27 sportelli bancari, che presto saranno 28». Non ha dubbi l’imprenditore Alessandro Francioni, vicepresidente dell’Associazione conciatori di Santa Croce sull’Arno e referente al tavolo tecnico dell’Unione industriali di Pisa sul credito. Che aggiunge: «Il numero di banche è indicativo della concorrenza e della quantità di istituti interessati a lavorare con il nostro settore che a fronte di una crisi tremenda soffre meno degli altri».

L’offerta è significativa ma affinché si rispondente alle esigenze della produzione deve declinarsi in strumenti nuovi. «Il supporto c’è ma serve che sia più dedicato alle esigenze delle imprese – sostiene Francioni –. Che cosa è cambiato per i conciatori lo mette in luce l'andamento dei prezzi del grezzo. In passato erano i grossisti a compare le pelli grezze che poi distribuivano alle aziende. Come imprese perciò non avevamo l’esigenza di fare magazzino. Invece, adesso tutto è cambiato. C’è da fare il magazzino del grezzo e perciò servono strumenti adeguati a finanziare le scorte». L’esigenza è anche un modo per arginare la carenza di grezzo e le sue oscillazioni di quotazione sui mercati di approvvigionamento.

«È sempre più difficile approvvigionarsi se si cerca della materia prima pregiata, che è quella che serve alle nostre aziende che prevalentemente operano per la moda. Perciò, servono scorte di magazzino maggiori, anche per mantenere stabile il prezzo alla clientela e garantirle i tempi di consegna del prodotto».

La misura della tempesta che in questi anni ha annunciato la rivoluzione sui mercati di acquisto delle pelli grezze Francioni prova a tradurla in una cifra. «Il prezzo della materia prima dal 2009 ad oggi ha subito anche incrementi del 600% – dice –. Le pelli vengono per la maggior parte dall’estero per cui si va in banca e si chiede l’anticipo dell’importo che oggi è nell’ordine dei 300mila euro a camion». Che aggiunge: «I tempi di esposizione bancaria del settore non sono maggiori ma sono cresciuti quelli di giacenza del magazzino delle materie prime».

Non c’è una stretta del credito? «Considerando la situazione generale siamo un’isola felice, non si è avuto difficoltà di accesso al credito – conclude Francioni –. Insomma, nel nostro distretto non è pensabile che un’azienda sana non sia finanziata. Ma le banche vogliono vedere il piano industriale e come gira l'azienda, non sono molto interessate ad avere in garanzia il capannone o altri immobili».©RIPRODUZIONE RISERVATA

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