Il Tirreno

Pontedera

Sorpresa: le tessere del Pd aumentano

di Giacomo Pelfer
Sorpresa: le tessere del Pd aumentano

Montopoli Valdarno: grazie alla protesta dell’autogestione in tanti hanno deciso di tornare all’ovile e di lottare

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MONTOPOLI VALDARNO. La protesta paga. Eccome. Vecchi elettori delusi che si riavvicinano al partito, ex iscritti che tornano in sezione, simpatizzanti pentiti che dopo anni tornano a far capolino nel Pd pur avendo votato Cinque Stelle. L’effetto della protesta del Pd di Montopoli contro la dirigenza nazionale riempie la sala nell’assemblea di sezione, riunita lunedì sera a Capanne. Tanta gente, tanti militanti infuriati, e con loro diversi elettori delusi che dopo anni ricompaiono a far visita ai compagni. «Riprendo la tessera» dicono in molti. Altri chiedono tempo per pensarci, ma la loro ricomparsa è già un successo. E lo dicono i numeri: se altrove le tessere vengono fatte a pezzi a Montopoli sono in crescita, altroché, mai come in questi giorni. E soprattutto fra i giovani. Come una spinta che dal malcontento si trasforma in orgoglio, per «riprendersi il partito dal basso» ripetono in tanti. Questo lo spirito dell’assemblea di lunedì, al termine dei tre giorni di autogestione che hanno fatto scalpore.

La ricomparsa dei delusi. Scuote la testa Alfio Bertini, tornato in sezione dopo qualche anno di “astinenza”: «Dovevamo condizionare il Parlamento e invece siamo stati condizionati – dice –. Sono mancate la cultura e la capacità». Fa una pausa e poi riprende la parola: «Comunque – aggiunge – la tessera la rifaccio anch’io». L’ex assessore Aldo Filippi, invece, dice di volerci pensare un po’: «Prima di riprendere la tessera voglio vedere cosa succede – dice – per non firmare una cambiale in bianco. Da un po’ di tempo mi ero distaccato dalla politica, ma dopo quello che è successo sentivo il bisogno di parlare con qualcuno. Per questo sono qui. Adesso serve una spinta dal basso per fare pulizia». Chi invece la tessera l’ha già ripresa è Marco Doni, ex Sinistra Giovanile, allontanatosi per «mancanza di chiarezza – dice –. Sono tornato perché finalmente qualcosa sta cambiando».

Un gesto d’orgoglio. Una linea, quella della protesta contro i vertici nazionali, che raccoglie simpatie anche tra chi il Pd non l’ha votato o non lo vota più, come Alessio Maioli, oggi elettore del Movimento Cinque Stelle dopo una migrazione fra Pd e Italia dei Valori. «Un gesto di coraggio – dice – di cui da montopolese vado orgoglioso. Sarei felice di tornare a votare Pd, purché non faccia più da sponda a Berlusconi». Acconto a lui il giovane Jonathan Rimicci, che invece, proprio lunedì, è arrivato in sezione a chiedere la tessera per la prima volta. «Mi è piaciuto il gesto – afferma –, il Pd di Montopoli ha lanciato un messaggio, perché è evidente lo scollamento tra la base e la dirigenza».

Tutti a casa. Ed è forte, fra i militanti, la rabbia per quanto accaduto con l’elezione del presidente della Repubblica. «Ci hanno fatto vergognare – afferma Fabio Caroti –. Pensavamo di avere una direzione fatta di persone serie, invece ci hanno spiazzato». «Altri tempi quelli del Pci», ricordano in tanti, «quando in sezione si facevano grandi litigate – dice Caroti – ma poi tutti rispettavano il partito». «La discussione ci deve essere – sostiene Riccardo Cappellini, rappresentante sindacale Cgil – ma una volta che si è discusso si mettono dei confini al partito. E chi non li accetta sta fuori». Da qui la richiesta di un congresso, quanto prima, per «mandare tutti a casa», coma sottolineato da Giorgio Parlanti. «Fino ad allora – ha detto il segretario Sandro Vanni – i nostri unici referenti saranno gli elettori».

Una linea comune. Intanto, in vista della direzione provinciale fissata per stasera, il Pd di Montopoli chiede l’appoggio delle altre sezioni del Valdarno, come sottolineato dal sindaco Alessandra Vivaldi. Pieno appoggio da parte di Castelfranco, rappresentato nell’assemblea di lunedì da Graziano Turini e dal segretario Federico Grossi: «Vi ringrazio – ha detto Grossi – perché con la vostra protesta ho ritrovato la forza per andare avanti. Adesso serve una rivolta positiva».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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