Il dolore
«Noi diversi da Pontedera»
Il Pd di Calcinaia boccia la proposta (sempre Pd) di una fusione
CALCINAIA. È un partito diviso. E non solo sulle questioni nazionali. Nel Pd, ormai, anche le vicende territoriali vengono affrontate con vedute diverse. Così, mentre da una parte il consigliere Pd regionale Ivan Ferrucci lancia l’ipoetsi di un accorpamento tra i Comuni di Pontedera e di Calcinaia, dal Partito democratico calcinaiolo, arriva la bocciatura. «Non si può fare – dicono – siamo troppo diversi».
Anche il consiglio comunale di Calcinaia, addirittura a maggio dello scorso anno, aveva discusso la questione. «Con una posizione netta – dice il Pd di Calcinaia – del sindaco, la maggioranza invitava le forze politiche ed istituzionali a spostare l'interesse non tanto sulla fusione di singoli Comuni, ma nella ridefinizione complessiva degli Enti e dei Servizi Pubblici, con la priorità dell'abolizione delle Province ed il rafforzamento del ruolo delle Unioni dei Comuni, come possibili nuove forme di Governo del territorio».
Il Partito Democratico lavora per una riorganizzazione dello Stato in tutte le sue articolazioni, «senza egoismi politici, persegue l'obiettivo di riformare la pubblica amministrazione con la riduzione della spesa e una migliore funzionalità dei servizi».
Analizzando a fondo gli effetti e gli scenari futuri derivanti dalla eventuale fusione dei Comuni di Calcinaia e Pontedera, il Circolo di base del Pd di Calcinaia ha maturato un convincimento unanime che «la proposta non è praticabile per le marcate differenze nella gestione amministrativa, per la diversità del tessuto e dell'organizzazione sociale, per i differenti interessi culturali derivanti da una storia diversa delle nostre comunità.
Inoltre esprime un giudizio positivo in merito alle politiche di sviluppo messe in atto in questi ultimi 15 anni dal Comune che ha promosso e favorito un incremento demografico fino al raggiungimento dei 12.000 abitanti. «Anche gli strumenti urbanistici sono stati pensati per rispondere alle mutate esigenze di servizi pubblici, che sono in fase di monitoraggio per dare risposte in qualità e dimensioni con un nuovo piano strutturale definito nelle sue scelte strategiche», conclude il Pd.
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