Il Tirreno

Pontedera

l’appello di franchi

«Richieste in crescita occorre donare»

CASCIANA TERME. «In una bella giornata di primavera come oggi, c’è chi può scegliere di fare una bella passeggiata o un rilassante shopping o una piacevole gita al mare. Per chi invece, ricoverato...

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CASCIANA TERME. «In una bella giornata di primavera come oggi, c’è chi può scegliere di fare una bella passeggiata o un rilassante shopping o una piacevole gita al mare. Per chi invece, ricoverato purtroppo in ospedale, ha bisogno assoluto di sangue, non c’è scelta alternativa. Ecco perché l’invito è a tutti i cittadini con età compresa fra i 18 ed i 65 anni, con peso superiore ai 50kg ed in buona salute, a donare sangue. Le malattie, in sostanza, non vanno mai in ferie».

L’accorato appello è di Luciano Franchi, presidente toscano dell’Avis, nel corso del convegno regionale che si conclude a Casciana Terme. C’è grande e urgente bisogno di sangue. Siamo all’8° posto in Italia con 106 donazioni per mille abitanti. Si tratta d’una condizione senz’altro positiva, ma non basta, perché le esigenze sono tante e le richieste continuano a crescere. La sollecitazione è emersa chiara e forte dagli interventi dei delegati, confortati soprattutto da cifre lusinghiere che vengono dal supporto dei nuovi cittadini italiani. L’Avis, in particolare, ha visto raddoppiare nell’ultimo biennio le donazioni da parte degli stranieri con in testa i romeni (qui le donne hanno superato di gran lunga gli uomini), poi i marocchini e gli albanesi. «La solidarietà – sono sempre parole di Franchi – è una comunicazione universale fra i popoli».

Anche le donne toscane, comunque, stanno dando il loro fattivo ed encomiabile contributo, passando in pochi anni dal 30% al 50% del globale, a testimonianza dei continui e profondi cambiamenti anche nella nostra società. C’è da sottolineare, in ogni caso, la grande voglia propositiva da parte dei giovani che appaiono tutt’altro che superficiali e disponibili, invece, a svolgere un ruolo sempre più di protagonisti a tutela della salute dei cittadini. Ma un’ attenta e stimolante critica, Franchi la rivolge a quei ritardi che si sono registrati nel sistema organizzativo del settore negli ultimi tempi, quando talvolta ci si è seduti sugli allori di precedenti successi, rischiando di vanificare l’opera sin lì compiuta. Occorre al contrario intensificare gli sforzi e guardare con determinazione e coraggio ad un’ottica più ampia, che superi i confini nazionali e si collochi stabilmente in una chiave europea. Esperienza ed idee non mancano, si tratta solo di credere maggiormente nel lavoro di gruppo.

Gian Ugo Berti

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